«La Regione Lazio ha fatto un ordine complessivo al Governo per il tramite della Protezione Civile dei dispositivi di sicurezza per gli operatori del settore che si aggirano intorno ai 2 milioni di pezzi». Il riferimento è alle mascherine, che peraltro continuano a non trovarsi.
Non in provincia di Frosinone comunque. A sottolinearlo è stato, in una delle tante riunioni in videoconferenza, Enrico Coppotelli, segretario regionale della Cisl.

Spiega: «La Regione ha sottolineato che le nostre industrie nazionali non sono in grado di assolvere alla produzione ed all'ordine dei dispositivi di protezione, facendo appunto ricorso alla produzione estera. Le strutture private hanno messo a disposizione le proprie scorte di magazzino. Ma non bastano».

Infatti non bastano. Il cartello "sold out" che campeggia in tutte le farmacie della provincia di Frosinone è indicativo di quella che ormai è un'emergenza nell'emergenza. Perché i dispositivi di protezione servono soprattutto a chi sta in trincea: medici, infermieri, operatori sanitari e farmacisti.

Fabrizio Cristofari, presidente dell'ordine provinciale dei medici, fa sentire la sua voce.
Dice: «È un problema grave, che riguarda tutta la nazione. E francamente inspiegabile.
Sicuramente la priorità è quella di allestire quante più postazioni di terapia intensiva in tutti gli ospedali del Paese. Ma la questione delle mascherine non è meno importante. Gli operatori sanitari non possono lavorare sguarniti dei dispositivi minimi di sicurezza. Che succede se poi si infettano loro? Chi presterà assistenza? Non è un problema dell'Azienda Sanitaria, è un problema che deve risolvere lo Stato, in tutte le sue articolazioni. Avrebbe già dovuto farlo.
E le discussioni sul fatto se servono o meno fanno sinceramente ridere. Se anche avessero un valore soltanto psicologico (e non è così), servirebbero comunque. Rendiamoci conto che stiamo parlando della salute di medici e infermieri. Al fronte ci sono loro, non chi pontifica dalle tastiere».

Sulla stessa lunghezza d'onda Riccardo Mastrangeli, presidente dell'ordine provinciale dei farmacisti. Rileva: «Non so più come dirlo. Anche i farmacisti sono in trincea, a contatto continuo con i clienti. E in tanti casi è impossibile rispettare la cosiddetta distanza di sicurezza.
Ribadisco che le 180 farmacie della provincia di Frosinone sono dei terminali del Servizio Sanitario. I nostri addetti hanno bisogno di lavorare in condizioni di sicurezza. È così difficile far arrivare le mascherine e i guanti in questo periodo di emergenza?».