Il coronavirus spegne i motori di Fca. Nella giornata di ieri alcuni sindacati hanno chiesto all'azienda di rispettare scrupolosamente le norme indicate nel decreto del presidente del Consiglio del 9 marzo. "Per la Fiom - dice il referente Michele De Palma - è necessario che il governo e le imprese rispondano alla richiesta di salute e sicurezza di chi lavora. Fermare gli impianti e garantire la cassa ai lavoratori per riorganizzare e mettere in sicurezza le persone per poi ripartire: se non ora quando?" Ora, appunto. La comunicazione è stata anticipata nella tarda serata di ieri dal segretario generale della Fismic Roberto Di Maulo: "Mercoledì 11 col primo turno si ferma il montaggio di Pomigliano FCA fino a venerdì compreso per permettere di sistemare le linee di montaggio secondo quanto previsto dal DPCM. La produzione riprenderà lunedì 16. Gli altri stabilimenti di montaggio si fermeranno invece da giovedì 12 sempre fino a venerdì compreso, sempre per la stessa ragione. Gli stabilimenti di meccanica invece continueranno a produrre regolarmente. Negli uffici Fca già ha concesso 5.300 smart working ed è disponibile ad esaminare altre domande di impiegati, tecnici e quadri". A Pomigliano nella giornata di ieri si è scatenato lo sciopero indetto dai Cobas. E ora è un effetto domino. Stop inevitabile anche a Cassino domani e dopodomani. I cancelli dovrebbero riaprire lunedì ma solo per una settimana perchè poi scatterà un lungo periodo di cassa integrazione fino al 3 aprile (che potrebbe prolungarsi fino a Pasqua). E non è escluso che altri problemi alla produzione potrebbero registrarsi anche nel corso della prossima settimana a causa della mancanza di rifornimenti. L'unica certezza è l'incertezza. 

La casa automobilistica ha annunciato in una nota mattutina che "intensificherà le azioni di contrasto alla diffusione del virus COVID-19 nell'ambito delle disposizioni emanate negli ultimi giorni dal Governo italiano".

A partire da oggi, spiega il Lingotto, "tutti i principali stabilimenti italiani del Gruppo saranno coinvolti in interventi straordinari che arriveranno anche, in alcuni casi, alla chiusura temporanea di singoli impianti per mettere in atto tutte le misure possibili per minimizzare il rischio di contagio tra i lavoratori. In particolare, saranno ridotte le produzioni giornaliere con un minor addensamento di personale nelle principali aree di lavoro".

In questi momenti è stata data l'ufficialità nel corso di una riunione con i sindacati. La fermata di due giorni servirà a sanificare tutto lo stabilimento e a risolvere le postazioni con criticità che la Fiom ha posto ieri alla direzione in modo da poter tornare a lavorare lunedì in tutta sicurezza.