Una triste giornata per la Ciociaria, che registra il primo decesso per Coronavirus. Un settantacinquenne di Ceprano, morto nel reparto di Pneumologia dell'ospedale Santa Scolastica di Cassino dove era ricoverato già dal 6 marzo. Ieri un altro uomo, un sessantaduenne positivo al tampone, era stato trasferito allo Spallanzani, mentre due donne, una delle quali è la moglie dell'anziano deceduto, sempre positive al Coronavirus, sono state trasferite allo Spaziani di Frosinone, dove si trovano in terapia intensiva.

LA SITUAZIONE A CASSINO
Il primo caso positivo - dei 5 totali - si era registrato mercoledì al San Raffaele di Cassino: un ottantunenne molisano era stato trasferito sempre nell'ospedale capitolino e il reparto nel quale era ricoverato era stato sanificato. Per una cinquantina di operatori sanitari, che erano venuti in contatto con l'anziano, era stata prevista la quarantena in via precauzionale.

Oggi, a seguito del decesso dell'ottantacinquenne di Ceprano, è scattata l'indagine epidemiologica al Santa Scolastica per cercare di ricostruire i contatti avuti dall'uomo negli ultimi giorni. La città va avanti, i cassinati apprendono le notizie e cercano di adeguarsi. Poche le persone in giro ma Cassino non è vuota. Le chiese si sono adeguate, don Giovanni di San Giovanni ha deciso di trasmettere in streaming già da ieri pomeriggio, questa mattina don Benedetto ha celebrato in piazza Diamare e per mercoledì è prevista una giornata di preghiera e un'esposizione della Madonna dell'Assunta nella concattedrale.

E i cittadini si sono divisi tra chi ha ringraziato e chi, invece, ha duramente criticato la scelta di creare eventuali occasioni di assembramenti e incontri. In merito alle dichiarazioni del sindaco Enzo Salera, affidate a un post pubblicato sulla sua pagina Facebook nella serata di sabato, lo stesso primo cittadino ha inteso precisare che quanto affermato non deve essere interpretato come un'imposizione ma solo come un'indicazione precauzionale. L'invito a "restare a casa per un mese" non intendeva limitare la possibilità di lavoro o di spostamenti necessari al regolare svolgimento della vita quotidiana. Ricordando comunque di evitare assembramenti, luoghi affollati e aree a rischio, se non per stretta necessità.