La statua dell'Assunta sarà esposta nella concattedrale, nel giorno che il vescovo della diocesi ha stabilito di preghiera e di digiuno. È stato infatti stabilito che l'11 marzo sarà indetta una giornata di preghiera e di digiuno. In ognuna delle parrocchie ci sarà dalle 8 del mattino fino alla Santa Messa del pomeriggio l'Adorazione eucaristica con l'esposizione del Santissimo Sacramento e la possibilità per i fedeli di confessarsi.

Nel pomeriggio la preghiera comunitaria del S. Rosario.  In Concattedrale inoltre nella stessa giornata dell'11 marzo ci sarà anche la statua della Madonna Assunta esposta. Durante la serata, a porte chiuse, verrà spostata dalla cappellina alla posizione consueta in cui viene posizionata durante la sua festa, vicino all'altare. In maniera tale che i fedeli al mattino potranno trovarla davanti a loro, andando a invocarLa nel rispetto delle disposizioni ecclesiastiche e della responsabilità personale per vivere momenti di preghiera in totale sicurezza e serenità.

Non è solo la patrona di Cassino. La Madonna dell'Assunta rappresenta per i cittadini un simulacro di salvezza. A Lei si può chiedere tutto, sempre prodiga di grazie e miracoli.
Ecco perché già da una settimana i fedeli insistono affinché l'antica statua lignea venga portata in processione e possa proteggere la città dal Coronavirus, come ha già fatto nei secoli per alcune epidemie.

Fedeli convinti che solo il suo passaggio nelle vie della città possa portare consolazione unita a un valido presidio contro i pericoli. Ma la processione appare rischiosa per l'inevitabile assembramento che si avrebbe a creare. Ed ecco perché, pare, finora la richiesta non avrebbe trovato accoglimento dalle autorità.

Allora i fedeli tornano alla carica e chiedono almeno di esporre la statua fuori dalla Chiesa Madre affinché protegga la città che tanto la ama. I cassinati, anche all'estero, fanno di tutto per non mancare agli eventi che riguardano l'Assunta. Oltre al 14 agosto, la data simbolo resta quella del 9 luglio. All'alba la Madonna viene fatta uscire dalla chiesa per una processione che ricorda quelle miracolistiche dei tempi che furono. Restano scolpiti nella memoria collettiva parecchi eventi dei secoli passati quando le peste, nel 1837, e il colera, nel 1882, imperversavano e mietevano vittime e Lei ascoltò le preghiere e fece cessare il flagello.
In tempi più recenti, durante la seconda guerra mondiale, quando la chiesa venne rasa al suolo e la sacra statua riuscì a "sopravvivere" restando sepolta. Riemerse dalle macerie in cui la città era stata ridotta nel 1944 e ritrovata grazie alla fede tenace di Don Francesco Varone.

Intanto la città si prepara anche al weekend di messe. A Sant'Antonio ci saranno le celebrazioni all'aperto, nella elegante e vasta piazza Diamare. Molti fedeli hanno incalzato il parroco e don Benedetto ha deciso che tutte le funzioni si vivranno all'aperto.

di: K. V.