Resterà così a vista il cordolo di cemento su cui è posata la ringhierà che tanto fa discutere in paese? Questo si chiedono i tanti cittadini di Trevi amanti del bello e della storia domandandosi altresì se c'è il parere della sovrintendenza. Si, perché si sta parlando dei lavori di messa in sicurezza di una zona a ridosso del castello Caetani.

Un lavoro che sicuramente dovrebbe riqualificare una delle zone più belle e storicamente più importanti del paese perché il castello è il simbolo per antonomasia di Trevi. Per questo i lavori avrebbero meritato più attenzione perché sono in molti ad affermare, forse giustamente, che sarebbe stato più giusto far tornare al naturale un luogo "invaso" dalla modernità: come il cemento e l'alluminio che da moltissimi anni hanno ricoperto gran parte delle facciate delle abitazioni del centro storico, aiutando i proprietari con incentivi comunali mirati.

Inutile parlare delle automobili ormai diventate "abbellimento" del bellissimo borgo. Ma è così difficile fare le cose semplici e recuperare il borgo medievale per cercare di far tornare piano piano, dopo decenni di menefreghismo generalizzato il centro storico agli antichi splendori? Intanto si è persa l'occasione per eliminare una bruttura (almeno una "pennellata" di malta antichizzata), per far risplendere, per la prima volta dopo oltre 50 anni il castello della sua bellezza unica.

Tutelare "Jo Maschio" come viene chiamato comunemente il castello Caetani, per cercare di recuperare, contestualmente, a piccoli passi, il centro storico che merita di essere vissuto e visitato più di quello che lo è oggi perché è una risorsa sotto i tutti i punti di vista.