Cassa integrazione nell'uovo di Pasqua degli operai dello stabilimento Fca. Le tute rosse rientreranno in fabbrica martedì 10 marzo in quanto un giorno dicig è già in calendario lunedì e resteranno sulle linee fino a venerdì 20 marzo. Poi scatterà un lungo stop fino alla fine del mese.
Questo era il programma fino a ieri mattina, quando è intervenuta una comunicazione dell'azienda che ha annunciato che il periodo di stop proseguirà oltre il 31 marzo e arriverà fino alla fine della settimana, ovvero nei giorni 1, 2 e 3 aprile. Questo significa con molta probabilità che tra ferie e cig gli operai non rientreranno al lavoro prima di Pasqua in quanto il 4 e 5 aprile non si lavora (perché sabato e domenica), quindi dal 9 a 13 aprile scatterà il periodo di ferie proprio dovuto alla festività e i sindacati sono quasi certi che prossimamente ci potrebbe essere l'annuncio di ulteriore cig, anche per i giorni 6, 7 e 8 aprile.

Questo significa che dal 20 marzo gli operai potrebbero restare a casa quasi un mese e rientrare sulle linee solo a metà aprile. Del resto il primo trimestre del 2020 è in linea con l'ultimo del 2019: su 65 giorni lavorativi, oltre il 30% delle ore è stato dunque disperso in cig.
Con l'annuncio di ieri salgono a 27 i giorni di cassa integrazione dall'inizio del 2020 e si arriverà con molta probabilità a 30 prima di Pasqua.

Poi, al rientro, ci sarà anche un altro aggravante: l'uscita di produzione di Giulietta.
Non solo: potrebbero esserci pesanti ripercussioni anche a causa dell'attuale emergenza sanitaria anche se proprio da aprile dovrebbero partire gli investimenti per il Levantino Maserati che arriverà sul mercato nel 2021. Anno in cui dovrebbe andare a perfezionarsi anche la fusione con Peugeot. E a tal proposito il futuro Ceo del gruppo Psa-Fca, Carlos Tavares, ieri ha precisato: «Mi prenderò un po' di tempo per definire il piano industriale perché ci sono delle ovvie asimmetrie nella mia conoscenza delle due società.Voglio elaborare un piano tale per cui la fusione sia temuta solo da una categoria di persone: i nostri concorrenti». Sempre Tavares ha poi aggiunto: «Nel piano ci saranno nuove disposizioni per rilanciare uno dei grandi problemi di entrambe le società, ossia la presenza sul mercato cinese, non abbiamo intenzione di rinunciare alla Cina».

Il progetto di fusione, intanto, procede senza ritardi e nel rispetto dei tempi originariamente programmati. Il perfezionamento è previsto tra la fine dell'anno e l'inizio del 2021. Al momento il grande problema non solo per i francesi ma per l'intero settore dell'auto, è, invece, rappresentato dalla situazione vissuta a livello sanitario mondiale. La situazione non è semplice da gestire: «Stiamo affrontando una battaglia quotidiana» ha chiosato Tavares.