Caos a Sora dopo che questa mattina è arrivata la notizia di un giovane positivo al coronavirus. Sin dalla mattinata si sono diffuse notizie di ogni genere, molte delle quali false. I cittadini in preda al panico hanno fatto circolare informazioni sbagliate generando ancor più allarmismo. Si è partiti con il dire che un supermercato della città, dove lavora la moglie dell'operaio contagiato, fosse stato chiuso e che i dipendenti dello stesso fossero stati messi in quarantena. Notizia rivelatasi presto falsa. Qualcun'altro ha poi fatto circolare la notizia che l'ospedale fosse stato chiuso. Ovviamente anche in questo caso si è trattato di una fake news. Un susseguirsi di informazioni sbagliate che ha mandato l'intera città nel caos. 

Sulla vicenda, poco fa, è intervenuto il sindaco Roberto De Donatis che ha chiarito tutto con una nota, dichiarando anche che: "Chi mette in giro informazioni non vere commette il reato di procurato allarme". 

La nota
"In merito al caso di Coronavirus del nostro concittadino al quale facciamo i nostri migliori auguri, innanzitutto di buona guarigione, in quanto è stato affetto da un aneurisma, da quello che ci è stato riferito dalla ASL, quindi per tutt'altra patologia, è stato trasferito dall'ospedale di Sora all'Ospedale di Roma. In quella sede, sono stati riscontrati due casi, il suo ma precedentemente un caso di CORONAVIRUS di un paziente che era nella stessa stanza del nostro cittadino sorano. - fa sapere il primo cittadino -

In questo caso sono in atto le verifiche da parte dell'ASL di quella che è la dinamica del contagio. È chiaro che a livello locale, l'Asl si è immediatamente adoperata, non appena appresa la notizia, sia secondo quelli che sono i protocolli, sia secondo le direttive del Ministero che della Regione, quindi ha isolato i casi potenzialmente pericolosi sia tutti coloro che sono venuti a contatto con il paziente in questione e con i familiari. Al momento, nessuno presenta alcun sintomo, la situazione generale di questi altri potenziali casi a contatto con il paziente è assolutamente positiva. Quindi possiamo diffondere un'assoluta tranquillità. L'ASL ed i vertici competenti, hanno preso in mano la situazione e la stanno conducendo nella maniera più rigorosa possibile. Noi siamo in attesa di conoscere l'esito delle ulteriori indagini di accertamento che si stanno svolgendo a Roma, per capire la dinamica. Voglio aggiungere che in un momento di così grave apprensione per tutto il paese ed anche della nostra comunità, purtroppo si diffondono in una maniera davvero becera notizie, soprattutto a mezzo social, di eventuali altri contagi che avrebbero caratterizzato ambienti di lavoro nei quali hanno prestato la loro attività professionale i parenti di questo concittadino: sono assolutamente illazioni, in quanto questo concittadino aveva viaggiato a Verona.

C'è stato un comportamento assolutamente responsabile anche dei parenti, non sono stati frequentati quei luoghi di lavoro che qualcuno vorrebbe affermare in qualche modo con dichiarazioni di senso contrario - prosegue De Donatis - Approfittiamo per dire che massima deve essere l'attenzione ai canali informativi ufficiali e soprattutto a non commettere reati di procurato allarme, in momenti di grave apprensione per il paese, che possono generare effetti negativi, confusione, panico, generando apprensione nelle decisioni dei vertici che gestiscono queste emergenze. Facciamo attenzione a quello che diciamo, a quello che ascoltiamo, a quelle che sono le fonti ufficiali: ribadisco nel sito della ASL dove ci sono tutti i numeri da chiamare e qualunque dubbio e qualunque esigenza può essere evasa da personale tecnicamente preparato e scientificamente pronto a rispondere, a fornire quelle indicazioni che sono utili a fare le scelte razionali. In questo frangente la razionalità è il valore da avere maggiormente a cuore. Ricordiamo, se ancora ce ne fosse bisogno, che la procedura prevede che in un ipotetico caso, il primo contatto deve essere con il medico di base e non affollare i pronto soccorso per presunti casi che non abbiano avuto un primo esame da parte del medico. Il pronto soccorso deve essere un luogo dove si opera in emergenza. Qualora ci fosse un presunto caso, ci sono una serie di misure, tra le quali, se non ci sono sintomi, la quarantena, il controllo quotidiano da parte del medico di base con gli opportuni dispositivi di sicurezza e le azioni che sono previste dai vari decreti".

L'operaio residente a Sora, risultato positivo al test del Coronavirus, ha trentuno anni. È sotto osservazione, ma non presenta sintomatologia. È stato trasferito lo scorso mese di febbraio dal nosocomio sorano al policlinico Tor Vergata di Roma per problemi di salute di altra natura, non riconducibili al Coronavirus (ed è proprio nel nosocomio capitolino che potrebbe aver contratto il contagio).

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Il suo compagno di stanza, positivo al tampone, è sintomatico. Mentre si attendono aggiornamenti dal comune di Sora, con opportuna ordinanza sindacale è stato annullato il mercato dell'antiquariato previsto per domenica 8 marzo per evitare l'affollamento contemporaneo di più persone nello stesso luogo. Decisione adottata in ottemperanza al decreto emanato il 4 marzo dal Governo.

Sono intanto in corso da ore i controlli da parte della Asl per ricostruire la catena dei contatti, diretti e indiretti, avuti dal giovane. La gente è in ansia proprio perché in questo momento la preoccupazione, oltre che per la salute del ragazzo, è rivolta a capire quale può essere stata la sequenza dei contatti avuta dall'operaio. 

di: La Redazione

E' arrivato al Pronto soccorso dell'ospedale San Benedetto di Alatri nella tarda serata di ieri accusando problemi respiratori ed altri tipici di una sindrome influenzale. L'allarme è però scattato quando l'uomo (per ora non sono state fornite notizie su età o altro) ha detto di provenire da Fiuggi, dove risiede e dove, come ben si sa, nei giorni scorsi sono stati registrati due casi di positività al Coronavirus: la commerciante 65enne e la figlia. Anche se al momento non è dato sapere se l'uomo ha avuto contatti diretti o indiretti con le due donne o non ne abbia avuti affatto di alcun tipo.  

Immediatamente nell'ospedale di Alatri è scattato il protocollo sanitario nazionale indicato dal ministero della Salute. Il personale in servizio in quel momento ha provveduto a mettere in sicurezza il paziente ma anche tutti gli operatori in servizio e le persone che erano nel pronto soccorso (non si sa quante fossero). Subito dopo l'uomo è stato caricato su un'ambulanza attrezzata per casi simili ed è stato portato allo Spallanzani di Roma come "caso sospetto".

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Appena arrivato nella struttura sanitaria romana l'uomo è stato sottoposto, nella notte, ai primi accertamenti e ai test del caso. In giornata si dovrebbe sapere se è positivo al Coronavirus o se, come tutti sperano, si tratta per lui di una semplice sindrome influenzale. Ciò che fa temere è la circostanza che il paziente, come detto, proveniva da Fiuggi, e che al momento non si sa se abbia o meno avuto contatti diretti o indiretti con le due donne contagiate. 

Dall'ospedale San Benedetto, intanto, al di là di quello che sarà l'esito dei test, si raccomanda ancora una volta di non recarsi in ospedale, al pronto soccorso, in caso di febbre, tosse o sintomi influenzali, ma di chiamare il medico di famiglia, la Asl o il 1500 per avere informazioni su come comportarsi. 

di: La Redazione

Positivo al coronavirus un operaio sorano trentenne. Il giovane era stato ricoverato al policlinico Tor Vergata per altre ragioni nei giorni scorsi ed è proprio nel nosocomio romano che potrebbe aver contratto il contagio. Il sindaco di Sora invita alla calma e scrive sul suo canale social. "Per quanto riguarda la situazione del cittadino sorano ricoverato a Roma e positivo al coronavirus si fa presente che la Asl ha provveduto ad isolare ogni contatto a rischio come prescritto dalle norme e che è in corso di accertamento la dinamica del contagio. Invito la popolazione a seguire i protocolli descritti sul sito http://www.asl.fr.it/ ." Ha reso noto il Roberto De Donatis.

Si tratta del quarto caso registrato in Ciociaria dopo i due di Fiuggi (la madre commerciante e la figlia) e quello dell'anziano molisano ricoverato da giorni al "San Raffaele" di Cassino. 

di: La Redazione