"Non siamo una città di untori, due nostri concittadini, è vero, sono stati contagiati dal Coronavirus. Ma da qui ad etichettarci come diffusori senza scrupoli del virus ce ne corre. Ed è una falsità assoluta. Sono dispiaciuto per la madre e la figlia che sono state infettate, ma lo sono anche per quello che sta accadendo in provincia di Frosinone nei nostri confronti". 

Uno sfogo amaro, quello di Alioska Baccarini, sindaco di Fiuggi, città dove risiede il "paziente 1" della Ciociaria: "Appena si è saputo del doppio contagio - ha affermato Baccarini - verso di noi, verso la nostra popolazione, è scattato quello che definirei come un eccesso di prudenza, a voler usare un eufemismo. Nei giorni scorsi sono stati diversi i concittadini che hanno avuto problemi in vari centri della provincia per svolgere il proprio lavoro e i propri affari personali.

Ieri - ha aggiunto il Sindaco - una ragazza di Fiuggi mi ha telefonato per chiedere il mio intervento in quanto in un ufficio pubblico di Frosinone, non appena si è saputo che abitava a Fiuggi, hanno cercato di allontanarla. Stessa sorte per altri due fiuggini che, sempre a Frosinone, hanno subito un altro tentativo di allontanamento con disagi per lo svolgimento delle loro attività e dei loro affari personali. 

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Per non parlare degli studenti fiuggini - ha aggiunto Baccarini - che, fino al giorno precedente alla chiusura delle scuole, più volte sono stati oggetto di atteggiamenti di ostracismo. Insomma, una situazione assurda. Confermata in buona parte anche da quanto accaduto ieri sera al pronto soccorso di Alatri dove si è presentato un altro nostro concittadino. Io stesso stamattina ho evitato di andare in Tribunale a Frosinone per evitare di dovermi "difendere" da qualche collega e magari andare incontro a problemi diciamo così relazionali.

Quello che chiedo - ha concluso il Sindaco di Fiuggi - è di usare maggiore razionalità nei comportamenti e negli atteggiamenti. La gente deve essere prudente e rispettare tutte le prescrizioni indicate dal Governo e dagli scienziati. Ma non si deve eccedere e arrivare a trattare da appestati i cittadini di un centro che ha avuto la sfortuna di avere il "paziente 1". Tra l'altro, non dimentichiamo che, ad eccezione della figlia, tutti gli altri parenti stretti e i contatti della commerciante sono risultati negativi ai test, compreso il marito"