Con i primi due casi di positività al Coronavirus in Valle D'Aosta, tutte le regioni d'Italia risultano colpite dal virus. Secondo i dati forniti ieri dalla Protezione Civile, emerge che sono 1.497 i malati in Lombardia, 516 in Emilia Romagna, 345 in Veneto, 82 in Piemonte, 80 nelle Marche, 31 in Campania, 21 in Liguria, 37 in Toscana, 27 nel Lazio, 18 in Friuli Venezia Giulia, 16 in Sicilia, 7 in Puglia, 7 in Abruzzo, 5 in Trentino, 3 in Molise, 9 in Umbria, uno in provincia di Bolzano, in Calabria, 2 in Sardegna e uno in Basilicata.

Intanto, si prospetta anche l'eventualità di un prolungamento della chiusura delle scuole e delle Università di tutta Italia oltre la data fissata ieri al 15 marzo. L'ipotesi per la verità era già circolata nei giorni scorsi, quando si è parlato di uno stop di un mese o, addirittura, di un anticipo delle vacanze di Pasqua per agganciarvi la chiusura e quindi riaprire istituti scolastici ed atenei a metà aprile. Oggi se ne è tornato a discutere. E lo ha fatto direttamente l'Istituto Superiore Sanità spiegando le ragioni di alcune perplessità esternate in merito alla decisione di sospendere l'attività didattica (solo quella, in quanto personale Ata ed amministrativi sono regolarmente al lavoro, come sempre accade nella scuola).

STOP SCUOLE: LE RAGIONI DI UNA POSSIBILE PROROGA

Ebbene, l'Iss ha voluto portare all'attenzione dei ministri alcune perplessità. La prima riguarda espressamente l'efficacia di un simile provvedimento sul contenimento del contagio. La seconda afferisce invece alla durata dello stesso. In pratica, secondo l'Iss fermare scuole ed università fino al 15 marzo potrebbe non essere sufficiente. Ed ecco allora affacciarsi la ricordata possibilità di allungare la chiusura a fine mese e poi addirittura di agganciarla alle feste di Pasqua che dovrebbero essere anticipate di qualche giorno. Il tutto ovviamente è condizionato all'evolversi della situazione: se il contagio dovesse frenare nettamente già nei prossimi giorni, allora potrebbe restare valida la data limite del 15 marzo. Ma se i casi dovessero al contrario aumentare, allora si profilerebbe la seconda ipotesi: uno stop di scuole e atenei fino a metà aprile.  

LA FESTA DELL'8 MARZO

Sempre stamattina, dando seguito alle decisioni del Governo in materia di contenimento e gestione dell'emergenza sanitaria, il Quirinale ha comunicato che "la cerimonia dell'8 marzo (Giornata Internazionale della Donna) e il Concerto alla Cappella Paolina del 15 marzo prossimo non avranno luogo".