Cresce la preoccupazione in città dopo che ieri una commerciante 65enne del luogo è risultata positiva al test del coronavirus. La signora a fine febbraio scorso per motivi di lavoro si è recata in Lombardia ed in Veneto e al rientro a Fiuggi ha avvertito i primi sintomi, quindi gli accertamenti del caso presso l'ospedale Spallanzani di Roma dove è risultata positiva. Primo caso di coronavirus in Ciociaria.

Appena reso noto il referto medico in città sono scattate tutta una serie di preoccupazioni. Molte le perplessità e tantissime le domande ed i dubbi sollevati da più parti. Stamattina gran parte degli uffici pubblici si sono mostrati vuoti, pochissime le persone anche nella centralissima Piazza Trento e Trieste, luogo d'incontro e solitamente piuttosto frequentato (forse anche a causa del maltempo). Insomma, siamo nel pieno di una psicosi collettiva da virus che sta allarmando l'intera comunità.

Una paura spesso immotivata che sta interessando anche le funzioni religiose con i più anziani che stanno disertando le messe. A rischio anche il tradizionale mercato del giovedì. Sui social i commenti di ogni genere tutti all'indirizzo di una crescente preoccupazione.

Ma se da una parte la paura si tocca con mano è anche vero che la macchina predisposta dal comune per contrastare ulteriori fenomeni legati al coronavirus, nei limiti del possibile è immediatamente partita. Gli alberghi sono tutti aperti  e stanno rispettando in maniera rigorosa tutti i protocolli in materia di profilassi. Le attività commerciali, semi deserte, stanno rispettando il normale orario di apertura e chiusura.

E' iniziato il braccio di ferro tra la città e il temuto Covid – 19. In queste ore sono attese ulteriori ed eventuali decisioni delle autorità competenti. Intanto, nella mattinata si è riunito il Coc ,(Centro operativo Comunale) con lo scopo di valutare tutte le procedure necessarie in stretta collaborazione con la direzione generale della Asl e con il Prefetto. Intanto, si sta ragionando anche sugli istituti scolastici e sulle misure più idonee da porre in essere e sugli eventuali piani da adottare.

Ore di febbrile attesa, a Fiuggi e in buona parte della Ciociaria, dopo che ieri sera è stata ufficializzata la positività al coronavirus di una commerciante sulla sessantina della città termale. Donna che tra il 16 e il 23 febbraio, sembra per motivi di lavoro, si è recata in due delle regioni più colpite dal virus cinese, vale a dire la Lombardia e il Veneto. Tornata in paese il 24 febbraio, ha accusato i primi sintomi il 25 fino alla conclamata positività acclarata ieri sera.

E mentre il sindaco Baccarini in questi momenti sta facendo pubblicare l'ordinanza per l'apertura del Coc (Centro operativo comunale) per gestire la situazione e valutare i provvedimenti da assumere al fine di tutelare la salute pubblica, la Asl e le autorità sanitarie, regionali e nazionali, stanno procedendo all'indagine epidemiologica. Stanno, cioè, lavorando per ricostruire tutti i possibili "contatti stretti" avuti dalla donna dal periodo in cui è diventata "sintomatica" fino al ricovero allo Spallanzani avvenuto nella mattinata di ieri. 

In un primo momento, come già scritto ieri, le autorità sanitarie hanno provveduto ad un immediato controllo dei familiari più stretti e dei parenti della donna che, stando a quanto ci è stato riferito da più fonti, sono stati sottoposti ad una prima visita allo Spallanzani dalla quale non sarebbero per fortuna emersi elementi di preoccupazione essendo tutti negativi ai test. Tuttavia, l'attenzione resta alta e le persone venute a diretto contatto con la commerciante sarebbero ancora monitorate e sottoposte a sorveglianza sanitaria, ma non in ospedale.

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Nello stesso tempo, sempre in queste ore, le autorità sanitarie stanno cercando di ricostruire la mappa dei contatti avuti dalla donna che, proprio per la sua attività commerciale, potrebbero non essere pochi. Ma altri contatti potrebbero essere avvenuti anche al di fuori della sua sfera professionale, e non solo a Fiuggi ma anche nei centri limitrofi, in modo diretto o indiretto. Insomma, la "catena" dei cosiddetti "contatti stretti" deve essere valutata con attenzione per poter poi procedere all'individuazione e al monitoraggio sanitario di tutte le persone venute a contatto con la donna, come detto sia in modo diretto sia indiretto. 

Attesa, ovviamente, anche per le sue condizioni cliniche: l'esercente è tuttora ricoverata allo Spallanzani in osservazione e per altri test ed accertamenti clinici. Le sue condizioni ieri sera erano definite discrete e stabili. Vedremo nelle prossime ore come evolverà il quadro generale e quali provvedimenti verranno eventualmente adottati dal Sindaco di Fiuggi e dalle autorità sanitarie, che da ieri sono in stretto e costante contatto. 

di: Danilo Del Greco

Si riunirà questa mattina a Fiuggi, in via straordinaria ed urgente, il Coc (Centro Operativo Comunale). Lo scopo è quello di esaminare il caso della commerciante del posto risultata positiva al coronavirus e, in stretto collegamento con la direzione generale della Asl e con il Prefetto, di valutare le misure di prevenzione sanitaria da prendere già da oggi. In molti, infatti, non appena si è diffusa la notizia del primo caso positivo ciociaro, hanno chiesto maggiori informazioni e l'adozione di provvedimenti idonei a tutelare la salute pubblica, con riferimento anche, ma non solo, alla chiusura o meno delle scuole. 

In merito, nella tarda serata di ieri, dopo che Ministero della Salute, assessorato alla sanità della Regione ed Istituto Spallanzani avevano diffuso una nota in cui confermavano la presenza del caso positivo nella città termale, il sindaco Alioska Baccarini sulla sua pagina Facebook istituzionale ha pubblicato questo post: 

"Stiamo monitorando con la massima attenzione gli sviluppi clinici della nostra concittadina oggi (Ieri, ndr) ricoverata presso l'ospedale Spallanzani di Roma. Ogni procedura e ogni controllo è stato attivato dalla competente autorità sanitaria con la quale siamo in continuo contatto. Fortunatamente gli esiti sui familiari risulterebbero negativi e sono tornati a casa sotto osservazione sanitaria. All'esito dei suddetti accertamenti si procederà con la messa in atto dei necessari provvedimenti di assoluta competenza dell'autorità sanitaria. Si sta predisponendo l'ordinanza che sarà resa operativa domani mattina (oggi, ndr) con la quale si procederà all'apertura del Coc (Centro Operativo Comunale) 'con l'obiettivo di monitorare la situazione sanitaria del nostro territorio'.

Fin qui il Sindaco ieri sera intorno alle 22. Tutta la cittadinanza fiuggina, ma anche tantissimi che con la città hanno a che fare per i più svariati motivi, chiedono chiarezza e misure urgenti per tutelare la pubblica salute. Da ricordare che ad essere risultata positiva al coronavirus è stata una donna sulla sessantina che, pare, per via della sua professione, a Fiuggi gestisce un'attività commerciale, dal 16 al 23 di febbraio è stata nelle zone del nord Italia focolaio del virus cinese, vale a dire la Lombardia e il Veneto. Rientrata a Fiuggi il 24 febbraio, è diventata sintomatica il 25 febbraio, divenendo infine positiva al virus nella giornata di ieri. "Subito - come scritto in una nota di ieri sera di Ministero Salute, Regione Lazio e Spllanzani - sono stati eseguiti i test sul nucleo familiare i cui esiti saranno resi noti appena disponibili. La Asl di Frosinone, in costante collegamento con la task-force regionale, ha già predisposto l'indagine epidemiologica sui contatti stretti da sottoporre a sorveglianza domiciliare". 

L'allarme è scattato intorno alle 12 di ieri quando il sindaco Baccarini è stato avvisato che la donna era stata trasportata allo Spallanzani, dove è tuttora ricoverata in osservazione perché risultata positiva al test sul coronavirus. Le sue condizioni cliniche sono definite discrete ed sarebbe stabile.  

LA SITUAZIONE GENERALE NEL LAZIO

"Ad oggi - come riassunto in una nota diffusa nella tarda serata di ieri dall'assessorato regionale alla Sanità - da inizio crisi sono 15 i casi positivi al covid accertati presso l'ospedale "Spallanzani", di cui 3 sono guariti.e fra questi - si precisa - nessuno è residente a Roma.  
In particolare, si tratta dei 2 turisti cinesi di Wuhan, marito e moglie, guariti da alcuni giorni; del giovane di Luzzara anche lui guarito e dimesso; dei tre casi di Fiumicino (moglie, marito e figlia): con collegamento epidemiologico alla Lombardia; dei 5 casi di Pomezia (tutto è partito dal poliziotto di Torvajanica che presta servizio a Spinaceto a Roma), con collegamento epidemiologico lombardo; di un vigile del fuoco di Piacenza in servizio a Roma; della donna di Cremona ricoverata a Formia dopo essere stata in visita ai parenti a Minturno; della commerciante di Fiuggi e di una persona non meglio identificata con collegamento epidemiologico al Veneto. 

di: Danilo Del Greco