Con l'accoglimento del ricorso presentato al Riesame, il depuratore consortile è stato di fatto dissequestrato. Tempi tecnici permettendo, ora si riparte. La Reno De Medici, indirettamente coinvolta dalla vicenda che ha visto prima l'apposizione dei sigilli da parte dei carabinieri forestali al depuratore consortile, poi la concessione dalla facoltà d'uso da parte della procura ma con la limitazione di scarico per l'importante azienda di Villa Santa Lucia può tornare a garantire un futuro sereno alle quasi 300 famiglie (tra cartiera e indotto) che hanno vissuto momenti di grande apprensione.

Adesso, attesa la notifica dell'avvenuto dissequestro da parte di Cosilam ed AeA, si potrà pensare a riavviare la produzione: la cosa più importante per tutto il territorio. Con molta probabilità, l'azienda dovrà agire nel rispetto di misure precauzionali che serviranno a mandare l'impianto a regime. Ma si tratta, comunque, di aspetti tecnici che non intaccano affatto la soddisfazione per il ripristino delle attività che avverrà al più presto. Nell'attesa del Riesame (discussione avvenuta, lo ricordiamo, ieri mattina da parte dei legali Salera e Marzi per Cosilam e AeA), la Reno De Medici non era rimasta di certo a guardare: attraverso i suoi avvocati Giusy Migliorelli e Mario Di Sora, già lo scorso 20 febbraio aveva, infatti, presentato un'istanza di modifica del sequestro preventivo.

Un'istanza che avrebbe ottenuto l'effetto di dimostrare la legittimità del rapporto contrattuale con il Cosilam proprio in merito ai valori da rispettare per contemplare i limiti massimi previsti percia non ha fatto parte del procedimento penale legato al sequestro, ieri annullato. Ma a seguito del blocco, con l'istanza degli avvocati Giusy Migliorelli e Mario Di Sora, ha inteso chiarire che «i limiti dello scarico dei reflui fossero legittimi e che di fatto erano previsti in un accordo contrattuale e non già frutto di arbitrio, peraltro perfettamente in linea con i parametri previsti dalla legge in deroga».

I vertici dello stabilimento hanno espresso vivo compiacimento per l'avvenuto dissequestro del depuratore e l'azienda si è detta già ben disposta, espletate tutte le formalità giudiziarie e burocratiche, a monitorare con maggiore costanza i propri reflui, dimostrandosi disponibile a ogni misura fattiva che possa garantire il rispetto dei parametri stabiliti per legge. Si attende, ora, solo il riavvio delle linee.

La cartiera di Villa Santa Lucia non ha fatto parte del procedimento penale legato al sequestro,
ieri annullato. Ma a seguito del blocco, con l'istanza degli avvocati Giusy Migliorelli e Mario Di Sora, ha inteso chiarire che «i limiti dello scarico dei reflui fossero legittimi e che di fatto erano previsti in un accordo contrattuale e non già frutto di arbitrio, peraltro perfettamente in linea con i parametri previsti dalla legge in deroga».

I vertici dello stabilimento hanno espresso vivo compiacimento per l'avvenuto dissequestro del depuratore e l'azienda si è detta già ben disposta, espletate tutte le formalità giudiziarie e burocratiche, a monitorare con maggiore costanza i propri reflui, dimostrandosi disponibilea ognimisura fattiva che possa garantire il rispetto dei parametri stabiliti per legge. Si attende, ora, solo il riavvio delle linee.