Il 35enne del Bangladesh che ieri sera è stato portato al pronto soccorso dell'ospedale SS, Trinità di Sora, proveniente da una struttura di accoglienza di Arpino per richiedenti asilo, in quanto aveva febbre alta, è stato trasferito nel reparto Malattie infettive dell'ospedale "Spaziani" di Frosinone. Qui in queste ore è sottoposto ad ulteriori accertamenti sul suo quadro clinico. 

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Tuttavia, il sindaco di Sora, Roberto De Donatis, che da ieri sera è in stretto contatto con la Asl di Frosine, dopo averlo già fatto ieri sera, mentre la pronto soccorso sorano si faceva strada la paura, anche questa nattina ha voluto rassicurare tutti "confermando che il caso del cittadino originario del Bangladesh presso il Pronto Soccorso del SS. Trinità nella giornata di ieri non è un caso sospetto di "Coronavirus".

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"Preciso inoltre che ogni corretta informazione sulle procedure da attuare sull'emergenza legata alla gestione delle problematiche connesse al coronavirus può essere assunta consultando il sito: http://www.asl.fr.it/".

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La psicosi per il nuovo Coronavirus contagia Isola del Liri: nel mirino un uomo che per lavoro si è trovato in trasferta a Monza, a pochi chilometri dalla zona rossa. Tutto è nato dallo sfogo della moglie, affidato ai gruppi social riservati ai genitori degli scolari dell'Istituto comprensivo isolano: la donna, infatti, ha condiviso la propria preoccupazione su un banale stato influenzale del marito ma, data la vicinanza con le città isolate dalla quarantena, è stato subito allarme. Una allarme, peraltro, ingiustificato.

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L'uomo, pronto a rientrare a casa per festeggiare il compleanno di uno dei figli, si è trovato a fare i conti con gli altri genitori che nel frattempo sono stati assaliti dalla paura del contagio. A nulla sono servite le rassicurazioni della famiglia riguardo allo stato di salute. Pur nell'incredulità, l'isolano ha deciso di mettere a tacere ogni polemica consultando tutte le strutture deputate al controllo. Sia i medici che il 112 ed il 1500, numero messo a disposizione dal ministero della Salute, hanno dato parere favorevole al suo rientro e per nessun motivo hanno reputato necessario sottoporre il lavoratore a tamponi, quarantene o controlli più approfonditi.

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Deciso, quindi, a riabbracciare finalmente i propri cari, si è messo in marcia, ma nel frattempo è scattata la ritorsione da parte degli altri genitori: molti di loro hanno minacciato di non portare i figli a scuola per i prossimi 14 giorni, una sorta di quarantena volontaria, rendendo necessario l'intervento del corpo docente e, cosa ancora più triste, di disertare la festa di compleanno del bambino. Solidarietà all'uomo da parte del sindaco Massimiliano Quadrini, che assicura: «Rispettata l'ordinanza regionale, l'uomo non può essere sottoposto a misure restrittive coercitive».

di: Annalisa Pantone

Un'altra giornata da tregenda per il Coronavirus. È bastato che un paziente si presentasse all'ospedale di Sora con mascherina al volto e febbre alta a scatenare le paure dei presenti.
Il panico ieri sera è scattato per l'arrivo di un ragazzo del Bangladesh che riportava sintomi simil influenzali e respiratori che hanno allarmato quanti erano in ospedale.

La paura scatenata è legata al possibile contagio da Coronavirus. L'uomo, trentacinquenne, è stato trasferito in ambulanza da Arpino a Sora intorno alle ore 18 dal personale sanitario. Nella patria di Cicerone l'uomo dovrebbe risiedere in una struttura d'accoglienza in quanto richiedente asilo. Una volta arrivato sulla barella al Santissima Trinità è stato posto in isolamento.

A creare ulteriori difficoltà è stata la presenza di una barriera linguistica, in quanto il paziente non parla bene la lingua italiana. È stato quindi necessario tradurre il racconto del giovane per ricostruire i suoi movimenti perché sembrerebbe essere stato nelle scorse settimane in Veneto. I medici dell'ospedale di Sora hanno contattato lo Spallanzani di Roma. Fino a sera, con il paziente in isolamento, sono stati eseguiti tutti gli accertamenti per decidere se curarlo a Sora o trasferirlo nella capitale.

I sindaci di Sora ed Arpino, Roberto De Donatis e Renato Rea, sono stati in contatto telefonico con il direttore generale dell'Asl di Frosinone Stefano Lorusso che ha monitorato l'evolversi della situazione. Nel frattempo, ad arrivare al Santissima Trinità, le forze dell'ordine: l'ansia è stata virale tra chi si trovava ieri sera al pronto soccorso.

Sempre ieri, due procedimenti davanti al gup di Frosinone sono saltati per il mancato arrivo di avvocati milanesi proprio per l'allarme Coronavirus. In uno di questi, per un incidente sull'A1 del giugno del 2018 - da quanto si è appreso in tribunale - un collega di studio di uno dei legali interessati, residente nella zona rossa, è stato colpito dal virus. Da qui la quarantena.

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Intanto, stamattina è prevista l'assemblea dei sindaci della sanità. Un incontro alla presenza del direttore generale Stefano Lorusso, che ha il coordinamento, e del presidente della conferenza, il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani, per fare il punto per la parte strettamente sanitaria. L'incontro, infatti, segue quello di giovedì pomeriggio, convocato dal prefetto Ignazio Portelli, alla presenza dei vertici delle forze di polizia e degli stessi sindaci per ribadire la necessità di agire uniti e senza più iniziative estemporanee.

L'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato nel frattempo fa sapere che «dopo quella allestita presso l'istituto Spallanzani di Roma sono state già montate le strutture di pre-triage presso gli ospedali Grassi di Ostia, Sant'Andrea, il Policlinico di Tor Vergata, il policlinico Gemelli e il Cristo Re. Entro la giornata di domani (oggi, ndr) verranno completate tutte le strutture nei restanti ospedali in tutto il territorio regionale. Si tratta di strutture che servono per fare da filtro di pre-triage e dedicate all'accoglienza, evitando così situazioni di promiscuità nelle attese per i casi di sospetta sintomatologia». Dal 9 marzo sei infermieri ciociari andranno ad aiutare i colleghi in trincea dell'ospedale di Lodi. Hanno accettato l'invito.

Infine, la polizia lancia l'allarme per i malintenzionati che, approfittando del Coronavirus, hanno escogitato sistemi ingegnosi per truffare gli anziani. «Finti operatori della Asl hanno tentato di contattare al telefono diverse persone con la scusa di dover fare il tampone per verificare la presenza del Coronavirus - si legge in una nota - finti infermieri si sono presentati alla porta di anziani con la scusa di sanificare i soldi».


(Ha collaborato Enrica Canale Parola)

di: Raffaele Calcabrina