Cartiera ferma e operai in cassa integrazione pronti a un nuovo presidio per continuare a difendere il proprio posto di lavoro. Mentre i sindacati scrivono alla Regione Lazio. Alla Reno De Medici di Villa Santa Lucia è tutto bloccato da oltre 20 giorni, gli incontri vanno avanti ma non c'è nessuna certezza sui tempi di ripartenza della produzione, legati al sequestro del depuratore Cosilam.

Ieri mattina i sindaci di Cassino e di Villa Santa Lucia, Enzo Salera e Antonio Iannarelli, hanno incontrato il procuratore per fare il punto sulla vertenza: si sta esaminando la documentazione in attesa anche delle relazioni tecniche dell'Arpa. E sempre in procura, lunedì, dovrebbero arrivare i dirigenti della Regione Lazio. La situazione è delicata come emerso anche dall'incontro che sindacati e vertici aziendali hanno avuto, sempre ieri mattina, nella sede di Unindustria di Cassino. Dal tavolo è emerso il problema delle tempistiche della ripresa della produzione all'interno del sito di Villa Santa Lucia.

Diverse commesse (quelle con le penali per mancata consegna) iniziano a migrare in altri siti del gruppo, mentre per i lavoratori la cassa integrazione potrebbe passare da ordinaria a straordinaria. C'è attesa anche per la discussione del Riesame presentato dal Consorzio, in programma venerdì. Una situazione di stallo che allunga i tempi per una possibile ripartenza della cartiera di Villa Santa Lucia, per questo i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno indetto un'altra giornata di mobilitazione per giovedì, dalle 9.30 alle 13, davanti il piazzale del palazzo della Provincia di Frosinone in piazza Gramsci.

E non è la prima volta che gli operai fanno sentire la loro voce: prima davanti alla sede del Cosilam, poi in Provincia e in prefettura e ancora il corteo e il presidio per le vie di Cassino fino a raggiungere il Comune. Ma quella della Reno De Medici deve essere una vertenza che deve riguardare l'intero territorio, non solo il sud della provincia di Frosinone.

Per questo i sindacati hanno chiesto un incontro urgente all'assessore regionale al Lavoro, Di Berardino, all'assessore all'Ambiente, Onorati, e all'assessore alle Attività Produttive, Ornelli.
L'obiettivo è quello di coinvolgerli in questa battaglia «per scongiurare si legge nella lettera firmata dai segretari generali delle sigle la chiusura di uno stabilimento storico, ricadente in un territorio già fortemente provato dalla crisi, che vede coinvolti più di 300 lavoratori, tra diretti e indotto». Intanto trecento famiglie restano con il fiato sospeso in attesa di conoscere il loro futuro.