Il video è abbastanza eloquente e non ha bisogno di molte interpretazioni. Quindici secondi, di pura follia, nei quali si vede un giovane, incappucciato, presumibilmente un immigrato, forse uno degli innumerevoli richiedenti asilo fuggiti (!) chissà da quale sanguinoso conflitto bellico, sicuramente una persona con scarso, o meglio inesistente senso civico, e irrispettosa verso chi lo sta ospitando che, forse, non sapendo come passare meglio il proprio tempo, gironzola per i giardinetti del quartiere Scalo e, a un certo punto, si sfoga contro i cestini dei rifiuti, abbattendo con un calcio il sostegno che li sorreggeva, facendoli cadere a terra.

Poi si siede su una panchina che si trova lì, nei pressi, a rimirare, probabilmente con compiacenza e soddisfazione, il frutto delle sue "eroiche" gesta. Il video postato su Facebook ieri pomeriggio ha scatenato l'ira e l'indignazione dei cittadini, alcuni in maniera garbata, altri in maniera più diretta, che hanno chiesto a gran voce provvedimenti immediati. Episodi del genere, purtroppo, alla stazione sono diventati ordinari e hanno reso difficilmente frequentabile anche lo spazio ludico riservato ai bambini. La scena che si presenta ogni giorno a chi vorrebbe passare qualche ora nel giardino antistante la chiesa della Sacra Famiglia è la solita: gruppi di profughi che occupano le poche panchine esistenti molti con i piedi sulle sedute o allungati, e pochi, anzi pochissimi, seduti in maniera composta.

Una sorta di terra di nessuno in cui qualcuno, come il protagonista del video di ieri, si sente libero di assumere, nella stragrande maggioranza dei casi impunemente, anche comportamenti illeciti e sopra le righe in danno di oggetti e proprietà pubbliche pagati con i soldi dei contribuenti, dei cittadini. Una situazione che, in un certo qual modo, è un po' sfuggita di mano.

I residenti della zona sono esasperati e sperano in un repentino cambio di rotta. I prossimi lavori di riqualificazione del quartiere potrebbero portare la svolta. Quantomeno nell'immediato costringeranno certi perdigiorno a "migrare" verso altri lidi. Ma sarebbe solo uno spostamento fisico di un problema, comune purtroppo a tante città, che chiede di essere risolto. Certo è che i cittadini del quartiere Scalo non sono disposti ad aspettare troppo. Si ricorderà come qualche settimana fa il Tribunale di Frosinone ha pesantemente condannato tre stranieri per le rapine che mettevano a segno in danno dei pendolari.

Per due mesi hanno, infatti, terrorizzato i viaggiatori che frequentavano la stazione ferroviaria del capoluogo, rapinandoli, nelle ore più improbabili della prima mattina e della tarda serata, dei telefoni cellulari. Quattro episodi accaduti il 18 marzo, il 5 aprile, il 21 aprile e il 15 maggio scorsi in danno di tre uomini e di una donna. Ieri, il gup del Tribunale di Frosinone, Ida Logoluso, ha condannato tre gambiani, per un totale di dodici anni, per i reati di rapina in concorso con l'aggravante della continuazione e della recidiva infraquinquennale per due di essi.