Bloccata a Tenerife in albergo. C'è una ciociara di un paese del Nord della provincia, con il marito e due figlie piccole, residenti a Roma, tra gli italiani bloccati alle Canarie dopo che un medico piacentino e la moglie sono risultati positivi al Coronavirus. In quarantena nell'hotel dell'isola spagnola ci sono mille turisti. Dopo un lunedì caldissimo per la lotta al Coronavirus con l'allar me per l'autista di Castrocielo, poi rientrato com'è stato pure per l'uomo diPofi, le ordinanzea raffica dei sindaci della provincia, le comitive di rientro dal Nord Italia in autoquarantena, ieri si è vissuta una giornata più serena. Non fosse altro, da un punto di vista sanitario, per la conferma che gli ultimi due ciociari passati allo Spallanzani sono risultati negativi al test.

L'autista di Castrocielo che aveva chiesto di andare a Roma sta bene. Le prime analisi sono risultate negative e ieri non aveva più febbre. Stesso discorso per il cinquantenne di Pofi, negativo pure alle seconde analisi. Era ricoverato allo Spallanzani da domenica dopo essersi accorto di avere la febbre di rientro da Padova. Intanto il sindaco Tommaso Ciccone ha emesso una comunicazione con cui obbliga le persone soggette a spostamenti da e per le zone interessate dalla presenza di focolai del virus a darne comunicazione alla polizia locale o ai carabinieri di Pofi, evidenziando le date dei periodi di soggiorno. «Tali informazioni spiega il sindaco Ciccone devono essere rese in via precauzionale a tutela della salute pubblica al fine di poter consentire all'autorità sanitaria locale di porrein esseretuttele misurepreventive previste dal protocollo».

Ieri, sulla falsa riga di quanto disposto il giorno prima dal sindaco di Aquino Libero Mazzaroppi (e a ruota da quelli di Piedimonte, Sant'Apollinare e Sant'Andrea), il primo cittadino di Torrice Mauro Assalti ha stabilito che «tutti i cittadini che entrano nel territorio del Comune provenienti o che abbiano soggiornato in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria sono obbligati a rimanere in quarantena presso la propria abitazione per 14 giorni. Gli stessi cittadini devono comunicare telefonicamente il proprio arrivo o la propria presenza al medico di base, alla Asl di Frosinone e all'Ufficio Servizi Sociali del Comune di Torrice». Stessa cosa per chi si sposta da e per «le zone attenzionate dalla presenza di focolai di diffusione del virus». Ma Mazzaroppi ha annunciato per oggi la modifica dell'ordinanza.

Rispetto a queste ordinanze, la prefettura, che non ha mai sollecitato provvedimenti del genere, sta valutando come neutralizzarle. Ai sindaci è stato riferito di attenersi alle indicazioni in materia del Governo, del ministero della Salute, dell'Oms e delle organizzazioni sanitarie.
«Questo tipo di ordinanze non trova alcuna avallo giuridico», dicono dalla prefettura. E in queste ore si sta ragionando sul da farsi.Tra levarie opzioniquella di annullarle, considerato che non trovano fondamento né nel decreto legge né nelle norme, tanto più che si tratta di provvedimenti restrittivi della libertà personale. Il pronto soccorso dell'ospedale di Frosinone si è comunque attrezzato con un percorso dedicato, già sperimentato sabato con il paziente romano.

Le autorità sanitarie hanno deciso di liberare completamente la stanza in precedenza occupata dalla polizia per farne un punto di accesso di pazienti sospettati di essere affetti dal virus. Nel frattempo, è stato autorizzato l'allestimento di una tenda all'esterno del pronto soccorso per gestire in sicurezza l'eventualità di più casi contemporaneamente. Convocata per domani la conferenza dei sindaci della sanità con il manager Stefano Lorusso e il direttore sanitario Patrizia Magrini. In questo caso per impartite le direttive da seguire per la parte sanitaria per evitare quanto accaduto in questi giorni con i provvedimenti in ordine sparso.