Anziani truffati da finti ispettori Enel,da falsi avvocati, da sedicenti marescialli. L'allarme a Pontecorvo è altissimo. Soprattutto dopo il recente episodio raccontato da un ottantatreenne ai carabinieri della città fluviale: una denuncia che ha permesso di mettere le mani su un finto ispettore Enel, davvero senza scrupoli.

Il pensionato pontecorvese ha raccontato ai militari coordinati dal capitano Nicolai e dal tenente Fava di come un giovane gentile si fosse presentato a casa sua qualificandosi come un tecnico Enel. E della falsa promessa di fargli accreditare sul libretto postale un rimborso a lui dovuto. Avrebbe così convinto il pensionato a consegnargli la carta relativa al libretto postale e il relativo pin, per poi prelevare indebitamente 1.200 euro. È bastato poco al malcapitato per intuire la trappola: non vedendosi riconsegnare il libretto si è recato alle Poste e ha scoperto tutto. Il racconto della vittima, messo a regime con le immagini di videosorveglianza dell'istituto postale di Pontecorvo e Frosinone, ha consentito ai carabinieri di dare un volto e un nome al finto ispettore: per il trentaquattrenne di Acerra è scattata la denuncia.

Solo alcune settimane fa sono stati almeno due i tentativi di truffa sventati: uno a Piedimonte, dove una settantenne è stata avvicinata da alcune persone che le avrebbe chiesto 2.000 euro per un pacchetto ordinato on-line dal figlio. E per sembrare più credibili, avrebbero fatto riferimento al figlio maggiore, fingendo di conoscere bene la famiglia e sottolineando che in quel modo la settantenne avrebbe risparmiato circa 300 euro. La donna non ha creduto al racconto dei malintenzionati che poco dopo hanno desistito.

A non cadere nel tranello anche una donna di Cassino avvicinata da una coppia che voleva consegnarle un pacco ordinato dal genero: quando lei ha insistito per raggiungerlo telefonicamente, si sono dileguati. A consegnare, invece, 50 euro a due truffatori a San Vittore è stato un pensionato di Cervaro. In due lo hanno raggiunto e, mostrando di conoscere informazioni personali, gli hanno consegnato un pacco per la figlia, acquistato dal genero per San Valentino: dentro una collanina in plastica del valore di pochi euro.

Refurtiva preziosa
Ieri mattina gli uomini della Sottosezione A1 di Cassino, coordinati dal comandante Giovanni Cerilli, hanno bloccato altri tre truffatori in trasferta: nell'auto di alcuni campani (una Fiat Panda) un sacchetto di oro del valore di circa 8.000 euro. Quando gli agenti hanno fermato i tre per un controllo, hanno subito notato una strana agitazione: il loro intuito ha infatti permesso di rinvenire sotto al sedile un sacchetto con numerosi oggetti d'oro, vari preziosi, un orologio e due telefoni cellulari, di cui nessuno dei tre fermati si attribuiva la proprietà fornendo tra l'altro versioni contrastanti. I poliziotti sono riusciti così a risalire alla provenienza della preziosa merce, sottratta a una anziana di Biella con un raggiro.I tre sono stati denunciati per ricettazione.

Ma sono in corso accertamenti in relazione alle dichiarazioni dell'anziana per capire se possa essere contestata loro anche la truffa: la vittima ha riferito di aver consegnato tutto l'oro in suo possesso a un sedicente avvocato e a un sedicente maresciallo dei carabinieri che le avrebbero chiesto soldi per rilasciare sua figlia, presa con documenti falsi. Non avendo a disposizione dei soldi, la vittima ha consegnato loro i gioielli, ricordi di una vita.
Accertamenti in corso. Il monito delle forze dell'ordine è sempre lo stesso: non fidarsi mai di richieste di denaro e allertare subito carabinieri e polizia.