Crollo della natalità, la Cisl di Frosinone chiede il potenziamento delle politiche per la famiglia. Alessandra Romano, segretario generale aggiunto della Cisl di Frosinone, ritiene «urgente, ridisegnare strategicamente le politiche sociali ed il sistema fiscale, a tutti i livelli di intervento, anche al fine di incoraggiare le dinamiche demografiche. Siamo un Paese con un saldo naturale perverso. In Italia attualmente per 100 persone decedute arrivano soltanto 67 bambini dieci anni fa erano 96 determinando, anche, una diminuzione della popolazione residente, in calo da 5 anni consecutivi.

In provincia di Frosinone - prosegue - la situazione è leggermente migliore, con un saldo negativo di -1.494 nati, rispetto ai decessi, ma con un tasso naturale più incoraggiante rispetto ai livelli nazionali, avendo avuto lo scorso anno 72,66 nati per 100 decessi. Le peculiarità orogeografiche e gli insediamenti urbani del nostro territorio condizionano le dinamiche demografiche, benché abbiamo una popolazione residente molto longeva, soprattutto nei piccoli centri della Valle di Comino».

La Romano insiste: «I residenti nella fascia di età 0-2 sono maggiormente concentrati nei  grandi centri, a partire dal comune capoluogo, con 1.018 bambini, a seguire Cassino con 882, Alatri 742, Sora 615, Ceccano 600, mentre a Terelle, San Biagio Saracinisco e Casalattico sono 6. I servizi all'infanzia sono piuttosto diversificati, tra pubblico e privato, con una media di 14 asili nido comunali per 53 Comuni (nei soli distretti C e D) ed anche questo andamento in Ciociaria riesce ad essere leggermente superiore alla media nazionale. È arrivato il momento di promuovere e sostenere i servizi alla prima infanzia.

Le famiglie ciociare sono 203.002, molte monopersonali. In questo scenario, interventi fondamentali per sostenere lo sviluppo del territorio sono, senza dubbio, le politiche per il lavoro e per l'occupabilità, le politiche fiscali e le politiche sociali».