Valori di polveri sottili anomali di notte e di mattina presto. Valori troppo alti soprattutto in considerazione che sono rilevati da centraline posizionate su strutture scolastiche quali la scuola media Pietrobono, la scuola dell'infanzia e la primaria De Luca. Al direttore generale dell'Asl di Frosinone Stefano Lorusso l'associazione dei Medici di famiglia per l'ambiente ha scritto una lettera. A firmarla la presidente Marzia Armida che ricorda come una precedente comunicazione del 19 gennaio sia rimasta inevasa.

In sostanza i medici segnalavano all'epoca e ribadiscono ora che in via America Latina ed in via Puccini ci sono «concentrazioni elevate di polveri sottili (Pm 10) di gran lunga oltre i limiti di legge. Si elencavano i valori dei picchi, l'ora di rilevazione e, considerato l'aspetto squisitamente sanitario del fenomeno, si investiva la Asl di quanto in essere chiedendo quali le iniziative attuate e/o programmate dall'azienda sanitaria secondo l'art.7-bis e seguenti del Dlgs 502 del 30 dicembre 1992».

I medici elencano nella missiva «i valori di Pm 2,5 dell'ultima decade di gennaio e dei primi quindici giorni di febbraio, registrati dalle centraline Ancler, installate dal Comune di Frosinone per il rilevamento delle polveri sottili, site in via America Latina (plesso scolastico De Luca) e via Puccini (Plesso scolastico Pietrobono). Si riportano le concentrazioni delle ore 8 che coincidono con la presenza degli alunni in entrambi i plessi. Per il Pm 2,5 la norma in Italia ammette una media annua massima di 25 microgrammi per metro cubo, mentre l'Oms pone il limite a 10 microgrammi per metro cubo».

I medici insisto sul pm2,5 perché queste particelle «presentano una capacità patogenetica maggiore rispetto quella del Pm 10 e sono correlate in maniera specifica alla insorgenza delle malattie, quindi più significative del Pm 10 per gli aspetti medici e sanitari. Si segnala che in contemporanea, il 10 febbraio, l'Arpa ha comunicato che a Frosinone Scalo per il Pm 10 si sono superati i 35 giorni ammessi in un anno per lo sforamento oltre i 50 microgrammi per metro cubo della media a 24 ore».

Da qui la conclusione: «secondo la letteratura scientifica internazionale tali valori rappresentano un elevato rischio di sviluppo di patologie. Se il rapporto causa effetto è valido a tutte le latitudini e matematicamente calcolato in funzione dell'innalzamento delle concentrazioni delle polveri sottili ed in particolare di quelle più pericolose, ovvero il Pm 2,5, non comprendiamo la mancata presa d'atto e la non valutazione della pericolosità di tali assunti da parte degli organi sanitari, che noi, in quanto medici, continuiamo ad informare ed a cercare di coinvolgere».

Anche ieri valori di pm2,5 alla Pietrobono tra 36 e 43 microgrammi per metro cubo tra le 8 e le 8.45, a fronte di una media di 26 nelle 24 ore. In viale America Latina, invece, valori tra 25 e 34 tra le 8 e le 9 a fronte di una media nelle 24 ore di 17. Valori tra 34 e 40 in via Casale Ricci, sede di Liceo Artistico e Ipsia, a fronte di una media nella giornata di 21. Alla villa comunale, tanto per avere un paragone, nelle stesse ore valori tra 40 e 49.