Violenza sessuale sulla ex. Condanna di primo grado confermata in appello. La decisione è arrivata ieri dopo una intensa discussione delle difese. Il giovane finito a processo è stato condannato nell'aprile del 2018 in primo grado a 4 anni e 6 mesi di reclusione e al risarcimento della parte lesa per 30.000 euro, oltre al pagamento delle spese processuali. Secondo le accuse l'imputato avrebbe abusato della fidanzata in auto, mordendole anche un fianco per bloccarla.

Anche per i giudici capitolini le accuse mosse al giovane di Pontecorvo (all'epoca dei fatti poco più che ventenne) risulterebbero circoscritte e dettagliate, così come lo erano state per il collegio di Cassino. Il racconto della vittima e le testimonianze raccolte avrebbero confermato quanto denunciato dalla ragazza (allora studentessa) subito dopo i fatti. E l'impianto accusatorio avrebbe, dunque, retto pure in appello. Così come forte e molto articolata sarebbe apparsa la discussione dell'avvocato Caterina Ursillo, difensore della parte lesa.

La storia
L'imputato era finito ai domiciliari, lo ricordiamo, con l'accusa di aver abusato della sua ex fidanzata nel 2013. Poi il processo di promo grado a Cassino (a porte chiuse), molto articolato per poter analizzare ogni aspetto della complessa vicenda, per poter formare la prova in aula, a difesa o contro il giovane che invece, sin dall'inizio, aveva raccontato di un rapporto consenziente, inserito però in una storia a dir poco burrascosa. Secondo quanto denunciato dalla ragazza, al contrario, lui avrebbe abusato di lei in auto, dopo una discussione: un rapporto tormentato. Poi la decisione della studentessa di troncare definitivamente la relazione e la presunta violenza. Ieri la sentenza d'appello.
Sessanta i giorni per le motivazioni.