Una Corte d'assise stracolma ieri durante l'udienza per i venticinque imputati nell'inchiesta sull'accoglienza degli immigrati. Nell'aula del Palazzo di Giustizia c'erano pochissimi coinvolti e un esercito di avvocati, pronti ad affrontare ogni aspetto della complessa inchiesta condotta da polizia e guardia di finanza sulla presunta mala gestione dell'accoglienza.

Sei le richieste di costituzione di parti civili, nell'elenco delle parti offese, l'Avvocatura dello Stato per il ministero dell'Interno e dell'Economia, le Prefetture di Frosinone e Caserta, l'Agenzia delle Entrate di Frosinone; a cui si aggiungono i Comuni di Atina, di Sant'Agapito e di Santa Maria del Molise, in provincia di Isernia; e ancora l'associazione AnciCittalia e un cittadino di Cassino. Il danno contestato è imponente, si aggira intorno ai 4 milioni di euro in relazione ai diversi reati ipotizzati che vanno dalla frode in pubbliche forniture, alle spese falsamente rendicontate, alle fatture recanti dati falsi o per operazioni inesistenti.

L'inchiesta
L'indagine "Welcome to Italy" è partita nel 2016. Venticinque le persone, tra cui imprenditori e politici del Cassinate, accusate di associazione per delinquere finalizzata alla truffa.
In mezzo, una serie di contestazioni: corruzione di dipendenti pubblici; estorsione; truffa ai danni dello Stato di Enti pubblici; frode in pubbliche forniture; abuso d'ufficio; malversazione ai danni dello Stato ed emissione, nonché utilizzo di fatture false.Per gli inquirenti, nelle coop finite sotto la lente sarebbero state distratte somme destinate a sfamare, accogliere e istruire i richiedenti asilo. Somme "reinvestite", invece, in feste di compleanno, auto di lusso, ristrutturazioni di ville e altri settori lontani dal progetto Sprar.

L'attesa poi il rinvio
La pausa necessaria al giudice Sodani prima del rinvio dell'udienza è stata carica di attese. Le difese, decine di legali tra cui gli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola, Coriolano Cuozzo, Giancarlo Corsetti, Gianpiero Vellucci, Giuseppe Di Mascio, Claudio Sgambato, Mariano Principe, Gianrico Ranaldi, Domenico Buzzacconi, Massimo Di Sotto, Sergio Messore, Claudia Verdone, Piero D'Orio, Riccardo Di Vizio, Maria Luisa Abbatecola, Vincenzo Vittorelli, Francesco Spallino e molti altri, erano pronte ad affrontare le questioni preliminari. Consapevoli che difficilmente un processo del genere potesse risolversi con un'unica udienza per stabilire se prosciogliere o rinviare a giudizio. Invece il gup ha direttamente deciso per un'altra udienza. Ora tutto verrà affrontato il prossimo 4 marzo e tutti i mercoledì fino a Pasqua, una quaresima "giudiziaria".