Nel giro di poche ore la polizia ha attivato in alcune zone di Roma per due volte il Protocollo Eva (una modalità operativa per il primo intervento degli operatori di polizia nei casi di violenza di genere: maltrattamenti in famiglia, stalking, abusi, liti familiari etc). In virtù di tali interventi due uomini sono stati arrestati, in due diverse circostanze, per maltrattamenti in famiglia e lesioni.

IL PRIMO ARRESTO
"Il primo a finire in manette - come riportato in una nota diramata dalla polizia di Roma - è stato C.L., 40 anni di Formia. La lite tra lui e la compagna è scaturita per futili motivi, alle prime ore della mattina: a causa del freddo e vista la presenza del figlio neonato, la donna aveva acceso i riscaldamenti; l'uomo l'aveva dapprima aggredita verbalmente e poi le aveva messo le mani addosso.

Grazie all'intervento del loro cane (che, vista la padrona in difficoltà, sarebbe saltato sul letto, ndr) la vittima è riuscita a divincolarsi e a chiamare la Polizia di Stato. Immediatamente sono arrivate 2 pattuglie del Reparto Volanti, alle quali la donna ha raccontato di avere iniziato a convivere col 40enne da circa 2 anni e che, mentre all'inizio la relazione andava a gonfie vele, da quando lei era rimasta incinta lui aveva iniziato ad avere comportamenti nervosi ed aggressivi nei suoi confronti.

Più volte C.L. l'aveva picchiata, procurandole lesioni; lei aveva richiesto l'intervento delle Forze dell'Ordine ed era stata portata in ospedale per essere medicata, attivando così la pratica del "Protocollo Eva", ma poi non aveva mai formalizzato le denunce: il compagno, infatti, l'aveva minacciata ripetutamente di toglierle il figlio se avesse proceduto contro di lui.

Rassicurata dagli agenti, la vittima è stata accompagnata al pronto soccorso per essere curata, ha avuto una prognosi di 10 giorni denunciando l'accaduto negli uffici di Polizia: il 40enne è stato arrestato e, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, è stato portato a Regina Coeli". I fatti si sono verificati a Tor Tre Teste, nel Municipio Roma V.

IL SECONDO ARRESTO
Stessa sorte è toccata a K.S.R., polacco di 49 anni che, per motivi di gelosia, aveva inveito contro la moglie, l'aveva spintonata contro una porta a vetro e poi le aveva lanciato in testa il telefono cellulare.

A chiamare le forze dell'ordine è stato uno dei figli minori della coppia: ad intervenire tempestivamente, stavolta, una pattuglia del commissariato di Ostia ed una del Reparto Volanti. Anche in questo caso la vittima, per non innervosire ulteriormente l'uomo, non aveva mai formalizzato la denuncia, nonostante i vari interventi delle Forze dell'Ordine in diverse circostanze, fino a quel momento: attivato anche per lei il "Protocollo Eva" ed avuti 10 giorni di prognosi, ha trovato il coraggio per mettere nero su bianco quanto stava subendo ormai da anni. K.S.R. è stato arrestato ed anche lui, su disposizione dell'Autorità Giudiziaria, portato a Regina Coeli".