Immatricolazioni in calo e rischio di un lungo stop a marzo, oltre alle fermate già previste per la cassa integrazione. L'unica certezza nello stabilimento Fca è che non c'è certezza. Ma le voci che circolano nei capannoni dalla fabbrica di via Umberto Agnelli sono poco rassicuranti. A rincuorare ci sono le voci ufficiali che prevedono la partenza degli investimenti per il nuovo modello che sarà sul mercato già dalla fine del primo trimestre. Ma marzo potrebbe essere anche il mese della cessata produzione di Giulietta dopo oltre dieci anni sulla catena di montaggio e di una costante cassa integrazione, visto che i dati delle immatricolazioni di gennaio non sono incoraggianti.

A gennaio 2020, infatti, le vendite di auto in Europa (Ue, area Efta e Regno Unito) segnano un brusco calo dopo l'impennata di dicembre: meno 7,4% (pari a 1.135.116 unità). I dati sono dell'associazione dei costruttori Acea. In tale contesto le immatricolazioni di auto del gruppo Fcain Europa sono diminuite rispetto a un anno prima del 6,4% a 68.036 unità, con una quota di mercato che è salita al 6% dal 5,9% di dicembre. A gennaio il marchio del gruppo che ha fatto meglio è Fiat (-2,1%), mentre Jeep ha fatto segnare un -12,6%.

Il peggiore risultato dei marchi del Gruppo è quello del Biscione di Cassino: Alfa Romeo ha fatto segnare il maggior calo con il -30,5% di immatricolazioni. E siccome piove sempre sul bagnato, le brutte notizie potrebbero non finire qui. Il condizionale è d'obbligo ma dopo lo stop allo stabilimento in Serbia dovuto al fatto che i fornitori cinesi non possono più servire Fca (e non solo) a causa del coronavirus che ha bloccato tutta l'economia asiatica, ora rischia anche Cassino. Per adesso i componenti cinesi che servono per i modelli Alfa prodotti nel sito ciociaro sono ancora nei magazzini ma non appena saranno esauriti, se la Cina non riaccenderà i motori, inevitabilmente li spegnerà anche Piedimonte. E, quindi, l'economia del territorio.