Sarà ancora una settimana di attesa per i lavoratori della Reno De Medici di Villa S. Lucia, ma intanto dal gruppo arrivano segnali positivi: niente licenziamenti collettivi. Gli operai, attualmente in cassa integrazione, sono tornati in fabbrica ma davanti ai cancelli per l'assemblea unitaria di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. «La cosa più importante - ha confermato Pasquale Legnante, segretario regionale della Fistel Cisl - è aver ricevuto rassicurazioni da parte dell'azienda che non verrà aperta una procedura di licenziamento collettivo. Questa settimana resterà tutto fermo».

Giovedì i lavoratori saranno in presidio sotto la sede del palazzo provinciale in occasione del tavolo tecnico, alle 16, a cui il presidente Pompeo ha invitato i sindacali, i comuni di Cassino, Villa S. Lucia, Piedimonte e Pignataro; Cosilam, la società A&A, che gestisce l'impianto di depurazione di Villa S. Lucia, e le associazioni datoriali. «Una questione delicata - ha affermato Pompeo - che va affrontata tenendo conto della tutela dell'ecosistema e della salvaguardia dei posti di lavoro.

La vicenda Reno De Medici rilancia la validità e l'urgenza del documento che le Province hanno presentato in Regione tramite l'Upi Lazio e nel quale si chiede di consentire ai nostri enti di esercitare appieno le funzioni ambientali. È ora di passare dalle parole ai fatti». A rischio ci sono 300 posti di lavoro, tra diretti e indotto. «È importante far capire che non solo numeri e basta - ha detto Patrizia Fieri, segretario generale Slc Cgil Frosinone e Latina - È importante che vengano visti in faccia, dietro questi 300 lavoratori ci sono famiglie, figli che vanno a scuola».

Sulla stessa lunghezza d'onda Angelo Astuti, segretario Uilcom Uil: «Giovedì gli amministratori dovranno dire cosa vogliono fare. Il giudice penso possa dare qualche possibilità se ci sono impegni precisi sia da parte delle amministrazioni che dall'azienda. Perdere un'altra fabbrica sarebbe tragedia per tutti».

«Riteniamo che questo stabilimento - ha ribadito Enzo Valente, segretario provinciale Ugl Frosinone - stia subendo un torto perché paga ingenti somme per farsi depurare le acque e quindi non è possibile che ne paghi le conseguenze con il blocco degli scarichi». L'attenzione resta alta, sindacati e lavoratori non mollano. E al loro fianco c'è anche la federazione provinciale del Pci che ieri è stata ricevuta dal prefetto per l'ennesima vertenza aperta in provincia.