Sono 7.630 i lavoratori in entrata in provincia di Frosinone per il trimestre gennaio-marzo 2020. È quanto emerge dal progetto Excelsior di Unioncamere sulla base del dossier "la domanda di lavoro delle imprese".

Le previsioni per gennaio indicano 2.810 posti, per febbraio 2.320 e per marzo 2.490. La maggior parte delle assunzioni è prevista nei servizi con 4.270 posti, seguono l'industria con 3.360 e le costruzioni con 1.170. Nei servizi il grosso delle assunzioni è nel commercio con 1.160, soprattutto a marzo con 410. A seguire con 770 i servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio e con 720 i servizi di alloggio e ristorazione e i servizi turistici. Altri 630 posti nei servizi alle persone. I servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone daranno lavoro a 550 persone.

Sul versante dell'industria a fare la parte del leone le industrie metallurgiche con 610 assunzioni nel trimestre davanti alle industrie meccaniche ed elettroniche con 510. Il chimico farmaceutico porta in dote 370 assunzioni, di cui 160 a gennaio. Più staccati gli altri settori con 170 posti per le industrie alimentari e 120 per il tessile.

A gennaio un terzo degli ingressi nell'industria è di lavoratori somministrati. Nell'industria manifatturiera il 49% delle assunzioni è a tempo determinato e il 47% a tempo indeterminato. Nelle costruzioni il 100% è a tempo determinato. Nei servizi i somministrati rappresentano il 16%, cifra che sale al 22% nei servizi alle imprese (dove pure il 65% dei contratti è a tempo indeterminato) e scende al 12% nel commercio, dove il 51% ha contratti a tempo determinato e il 23% indeterminato. Nel turismo il 78% dei posti è a tempo determinato. Nei servizi alle persone il 52% dei contratti è a tempo determinato. A livello totale il 49% dei contratti è a tempo determinato, il 41% a tempo indeterminato e l'8% è di apprendistato.

Sempre a gennaio la quota più alta di assunzioni riguardava gli operai metalmeccanici con 320, i conduttori di mezzi di trasporto con 250 e operai specializzati nell'edilizia con 240 tra gli operai specializzati. Quindi cuochi e camerieri con 190, commessi dei negozi con 140 e personale di amministrazione e di segretaria con 120 per gli impiegati e le professioni commerciali e nei servizi. Tra le professioni non qualificate 180 assunzioni per pulizia e altri servizi alle persone e 120 per logistica e corrieri. Infine, tra i dirigenti 140 tecnici delle vendite e del marketing, 90 tecnici informatici e ingegneristici e 70 tecnici amministrativi e finanziari.

Anselmo Briganti segretario generale della Cgil di Frosinone e Latina commenta così i dati: «Occorre vedere se si tratta di occupazioni stabili o a tempo determinato, magari almeno per un anno o assunzioni di pochi giorni. Nella maggior parte dei casi abbiamo assunzioni di pochi giorni. A tempo determinato non è che ce ne sono molte perché dopo 24 mesi o li stabilizzi o li mandi via».

Nella lista ci sono anche le sostituzioni per i pensionamenti? «Nel privato l'automatismo non c'è proprio. In pensione con quota cento vanno i tempi indeterminati mentre entrano i precari. Nel pubblico ci sono concorsi e assunzioni, ma non è lo stesso numero delle uscite, grosso modo rientra un terzo. La maggior parte di quota cento è uscita dai ministeri, dalla sanità, dai comuni, tantissimi piccoli comuni si sono svuotati. Per lo Stato l'aggravio è doppio. E poi abbiamo emergenze negli ospedali e negli enti».

Il segretario della Cisl di Frosinone Enrico Capuano spiega: «Frosinone sembra un po' una cenerentola, non allineata alle altre realtà. Le assunzioni che più si evidenziano sono nel settore della vendita e tra gli operai (per la manutenzione) e un po' nei trasporti e logistica. Si tratta di un trend occupazione di manodopera di medio livello. Non parliamo di figure professionali che hanno contenuti culturali di livello. Queste assunzioni sono quattro volte rispetto al personale dirigenziale o di laureati. È un problema della provincia che è molto legata al settore manifatturiero-logistico.

Non abbiamo centri di ricerca come il farmaceutico e l'elettronico, a parte la zona di Anagni con il polo farmaceutico. Il numero di assunzioni tra i laureati è molto piccolo senza un centro di calcolo o di ricerca dove si ha una concentrazione di ingegneri informatici ed elettronici. Rimaniamo fiduciosi e vorremo che tali dati si concretizzassero, ma in passato abbiamo avuto riscontri non allineati alle previsioni.

Anche se finché la Fca non rientra nella normalità siamo in stand-by. Da uno studio di qualche anno fa la Fiat generava il 32% del Pil di Frosinone quando stava bene. E quando come in questo momento non marcia a pieno regime la bilancia commerciale della provincia è in sofferenza. Tanto più che la Fca ha perso mille posti che, per questa provincia, sono un impatto molto importante».