Antenna a Capo Barile, i residenti chiedono la sospensione dei lavori. Intanto il Comune si muove con l'ufficio tecnico e la polizia locale per verificare il rispetto delle norme urbanistiche. Si studia, inoltre, di bloccare il passaggio dei mezzi attraverso l'interdizione dell'accesso in un terreno privato. È quanto emerso nell'incontro di giovedì sera con gli abitanti della zona al confine tra Frosinone e Torrice, alla presenza, tra gli altri, del sindaco Nicola Ottaviani, dei consiglieri comunali Vincenzo Savo, Fabiana Scasseddu, Corrado Renzi, Marco Mastronardi e del consigliere di Torrice Gianmarco Florenzani e di diverse associazioni dal comitato Forcella a Frosinone bella e brutta.

Il consigliere comunale e provinciale Savo dice: «Abbiamo chiesto al sindaco di emettere un'ordinanza per sospendere l'installazione della nuova tecnologia in virtù del principio di precauzione come stanno facendo in decine di comuni d'Italia. Siamo in attesa di studi scientifici indipendenti che dimostrino che non ci siano conseguenze sulla salute. Il sindaco di Frosinone ha manifestato perplessità sull'ordinanza ma ha dato la disponibilità a incontrare, con una delegazione del comitato, il prefetto. Qualora il sindaco non adottasse l'ordinanza, porterò in consiglio comunale una mozione per chiedere la sospensione. Qui si parla di onde millesimali, con capacità di penetrare i tessuti umani in maniera più incisiva e un minor raggio d'azione. C'è stata una mozione di Firenze, in Spagna, in Austria e in alcuni cantoni svizzeri hanno vietato il 5G. Che facciano male le radiofrequenze lo dicono lo Iarc e altri istituti».

«La legislazione sulla materia delle antenne per gli impianti con la tecnologia 5G- dichiara il sindaco Nicola Ottaviani -non consente alle amministrazioni locali di intervenire in via preventiva, se non dopo la verifica della tipologia delle emissioni, competenza rimessa esclusivamente all'Arpa, oltre che al ministero della Salute. È assurdo che il Governo con la finanziaria del 2017 e l'Autorità di garanzia per le telecomunicazioni nel 2018 abbiano saltato completamente la possibilità di interloquire con i sindaci prima di dar via alla installazione di migliaia di antenne, di cui si conoscerà la portata emissiva solo nei prossimi anni. L'unica possibilità che le amministrazioni hanno, è verificare se sotto il profilo edilizio sono stati inviati gli atti in modo regolare agli uffici tecnici comunali, rispettando vincoli e destinazioni urbanistiche. In questo senso, sia il dirigente dell'Urbanistica, sia la polizia municipale, stanno effettuando gli opportuni accertamenti. Purtroppo, contrariamente a quanto sostengono alcuni amministratori disinformati che non approfondiscono mai gli atti e le normative preferendo fare solo ammuina, mentre sono stati indicati 120 piccoli comuni in Italia per la sperimentazione, questa non è prevista per le città superiori a 30.000 abitanti e per i comuni capoluogo, che sono costretti ad attendere solo l'esito delle verifiche disposte dalle autorità ambientali, come l'Arpa o il ministero. Siamo pronti a percorrere tutte le strade che la legge ed il Consiglio di Stato ci offrono per evitare l'ennesimo pericolo per la tutela del territorio e della salute della collettività»