E' in corso il sit in di protesta davanti la sede della prefettura per la condizione della Reno De Medici in Villa Santa Lucia. Tutti in strada al fianco degli operai che potrebbero perdere il lavoro, tutti vicini a quelle 300 persone e alle loro famiglie che potrebbero restare senza stipendio. L'appello dei sindacati non è rimasto vano e sono in tanti a manifestare per salvaguardare lo stabilimento a rischio dopo il sequestro dei depuratori del Cosilam. Intanto si aspetta anche il resoconto del tavolo tecnico previsto per questa stessa mattina col compito di dare una speranza all'indotto. 

«Tutti in strada al fianco dei lavoratori della Reno De Medici». Una vera e propria "chiamata alle armi", quella del segretario provinciale dell'Ugl Frosinone Enzo Valente a sostegno della manifestazione che si terrà questa mattina davanti alla prefettura di Frosinone per salvaguardare lo stabilimento di Villa S. Lucia, a rischio dopo il sequestro dei depuratori Cosilam.

E sempre questa mattina si terrà il tavolo tecnico convocato con massima urgenza dal sindaco di Cassino che ieri, insieme al primo cittadino di Villa Santa Lucia, ha incontrato la magistratura. Salera, infatti, dopo il confronto con il procuratore e il sostituto De Franco titolare dell'inchiesta, ha chiesto alle parti di riunirsi per indicare la strada che può davvero rappresentare uno spiraglio per i lavoratori: la creazione di un cronoprogramma degli interventi sul depuratore dettagliato anche sulle spese per risolvere le criticità per il depuratore rilevate nelleindagini.

In tempi certi e celeri: così da permettere alla cartiera di riprendere la produzione.
I sindacati, che hanno chiesto un tavolo tecnico provinciale, non abbassano la guardia.
«Questa non è la vertenza di una singola azienda afferma Valente ma dell'intero sistema economico industriale della provincia». A rischio ci sono circa 300 posti di lavoro, contando i 164 lavoratori diretti e quelli dell'indotto. I sindacati dopo la convocazione di un incontro al Ministero, ora hanno chiesto anche un tavolo provinciale.

Dal canto suo, il Cosilam aveva già messo a disposizione risorse tecniche ed economiche e nei giorni scorsi ha presentato l'istanza al Riesame per il dissequestro del depuratore. «È fondamentale la presenza di tutti i lavoratori, anche di altri stabilimenti, dei disoccupati e di tutte le parti sociali ribadisce Valente della Ugl perché si tratta dell'ennesima vicenda scaturita dall'inefficacia nel rilascio delle autorizzazioni ambientali. Da tempo, con Unindustria, chiediamo all'amministrazione provinciale, alla Regione Lazio e alla politica di cambiare passo per fermare la desertificazione industriale che subisce la Ciociaria».

di: Antonio Renzi