Inchiesta sui voti di scambio, la procura chiede il rinvio a giudizio per i coinvolti. Tutti dal gup il prossimo 15 settembre, data in cui verrà deciso per il loro rinvio a giudizio oppure per il proscioglimento. Secondo i beninformati, sembrerebbe che vi sia stata anche la richiesta di anticipare l'udienza gup ma, vista l'assenza di misure cautelari in atto, l'accelerazione sarebbe stata scartata. Percorrendo, invece, la strada "regolare".

L'inchiesta, lo ricordiamo, è quella condotta dai carabinieri, guidati dal colonnello Fabio Cagnazzo coordinati dalla procura di Cassino che aveva portato a ipotizzare un presunto voto di scambio: posti di lavoro in cambio di occupazioni, anche solo promesse. Per questo erano stati emessi i provvedimenti di divieto di dimora per il sindaco Ferdinandi e la misura cautelare dei domiciliari per il vice Capuano e per l'imprenditore Varlese, con il coinvolgimento (a piede libero) dell'ex primo cittadino, Enzo Nocella.

Poi la revoca della misura con la decisione del Riesame di annullare le ordinanze a carico del sindaco di Piedimonte, del vice e dell'imprenditore Varlese. Il Riesame aveva ritenuto non sussistere l'ipotesi di associazione a delinquere e aveva annullato le ordinanze del gip di Cassino e la Cassazione (in ultima istanza) aveva definito «inammissibile» il ricorso proposto dalla procura di Cassino contro la decisione del Riesame.

Ora i legali gli avvocati Massimo Di Sotto e Claudio Sgambato in difesa di Ferdinandi; gli avvocati Giancarlo Corsetti e Veronica Avella per il vicesindaco Capuano; i legali Mosè De Rubeis e Marco Mattia per l'imprenditore Varlese si preparano per l'udienza preliminare.