Un grande imprenditore edile, un appassionato di sport, un uomo della gente. Soprattutto, un uomo buono. Silvio Graziani è morto ieri alle 8.15 nella sua abitazione del Porpuro, all'età di 78 anni, dopo aver lottato per mesi contro una malattia che alla fine non gli ha lasciato scampo. Accanto a lui i figli Maria Teresa, Giuseppe, Annarita ed Erminia, i generi Antonello e Maurizio Iannarilli e tutti gli altri parenti. Con lui se ne va un pezzo di storia cittadina, un faro al quale in tanti, negli anni, si sono rivolti.
Il lavoro, il boom
La sua attività imprenditoriale inizia negli anni 60-70, quando la sua impresa contava una ventina di operai appena. Il boom negli anni 80 con l'Edil Graziani che di dipendenti arriva ad averne quasi trecento. Specializzato in lavori in cemento armato, ha realizzato costruzioni in tutta Italia, anche se un buon 80% sono a Roma. Anche ad Alatri, sua città natale, come pure a Frosinone, Ceccano, Ferentino e in altri centri ciociari, la sua impronta è stata molto forte. Centinaia gli alloggi costruiti un po' ovunque, così come tante sono state le strutture sportive e le chiese.

L'ultimo lavoro che porta la sua firma è lo "scheletro" dell'Agenzia delle Entrate di Frosinone, ultimato una quindicina di anni fa. Un'attività svolta con grande professionalità che gli è valsa il riconoscimento di Cavaliere del Lavoro. E tutti hanno bene in mente l'immagine di Silvio che ogni mattina alle 5 sostava con i suoi operai nel piazzale dal quale partivano i pulmini diretti a Roma. O quella dell'imprenditore affermato che si stava per ore nei cantieri a lavorare insieme ai suoi operai.

Il lavoro, il declino
L'Edil Graziani incappò poi nella generale crisi del comparto edile ma anche in alcuni "cattivi pagatori": un mix micidiale che causò il crack economico dell'impresa e, nel primo decennio del terzo millennio, la sua fine.

Lo sport
Ma Silvio era anche un grandissimo appassionato di sport, del calcio e del ciclismo in specie (vedi servizio a lato): incrollabile la sua fede per la Lazio. Negli anni scorsi ha seguito con orgoglio, finché le forze gliel'hanno permesso, le imprese del nipote Antony Iannarilli, portiere di ottime qualità che milita nei campionati professionistici.

La politica
Decisiva la "spinta" di Silvio per l'ascesa del genero Antonello Iannarilli. Che ricorda: «Mi è sempre stato al fianco. Fin dalla mia prima candidatura, nel 1990 con la Dc e poi nel 1995 con Forza Italia, quando centrai l'elezione in Regione, e, ancora, nell'approdo alla Camera e alla guida della Provincia. Aveva un'agendina "storica" in cui conservava centinaia di numeri telefonici che chiamava personalmente, alla vecchia maniera. Stesso discorso per l'amico di sempre Antonio Tajani, che abbiamo sostenuto per 26 lunghi anni».

L' uomo
Pur tra mille impegni, Silvio è sempre stato al fianco della sua adorata famiglia, dei suoi figli, della moglie (deceduta dieci anni fa), dei tanti parenti che lo amavano e stimavano. E ai quali non ha mai fatto mancare nulla. La sua porta era sempre aperta per chi viveva momenti di difficoltà.
Silvio Graziani è stato un uomo vero, buono. Padre, marito, amico. Mancherà a tutti.
I funerali si svolgeranno oggi alle 15.30 nella chiesa della Sacra Famiglia alle Civette.