È andato in onda ieri, nell'edizione delle 14 del Tg3 Lazio, il servizio girato lunedì che racconta le vicissitudini tra l'amministrazione di Atina e il consorzio Valle del Liri. La troupe televisiva, dopo aver raccolto le dichiarazioni del sindaco di Atina, Adolfo Valente,è stata accompagnata in vari punti del territorio atinate e cioè lì dove si registrano danni provocati dai corsi d'acqua alle aree circostanti.

Prima tappa in via Bersaglio, nella zona est del territorio: qui le copiose piogge dell'ottobre 2018 mangiarono le sponde del rio d'Agnone facendo franare la strada che lo costeggia. Da allora tutto è fermo, nessun intervento. Poi ci si è spostati di poche decine di metri per testimoniare l'ab bandono di quello che fu l'attraversamento del torrente Mollarino, in località Piedi le Piagge.

Era l'inizio dell'ottobre 2005 quando venne giù (fortunatamente senza coinvolgere persone se non l'autista dell'autocarro che lo stava attraversando): un tourbillon di prese di posizione tra enti che a turno si rimpallavano la responsabilità di rimetterlo in piedi, preludio per non fare nulla, proprio quello che è successo. Poi il corteo si è spostato sulle rive del grande malato, il torrente Mollarino: a ogni forte pioggia metri e metri di sponde crollano nel suo letto erodendo i terreni circostanti con profondo sconforto dei loro proprietari che chiedono aiuto a chi di dovere ricevendo scrollate di spalle.

Infine le telecamere sono state puntate sulla martoriata provinciale 183 che collega la contrada di San Marciano con quella di Capo di China: anch'essa costeggia un rio, quello di Cancello, che anno dopo anno ha scavato terra e roccia da sotto la sede stradale fino a creare un vuoto pauroso. Larga poco più di due metri, di recente è stata asfaltata tutta mentre da oltre quindici anni la voragine rendeva precario il transito su quella via. «Ci sono danni per quattro milioni di euro», è stato sottolineato nel servizio curato dalla giornalista Gemma Giovannelli.