Il coronavirus in Cina potrebbe causare lo stop alla produzione in uno degli stabilimenti europei di Fiat Chrysler. I ricambi auto e gli impianti di assemblaggio cinesi hanno esteso gli stop alla produzione partiti durante il Capodanno cinese. Se le interruzioni alla produzione e alla spedizione delle parti dovessero peggiorare, Manley ha dichiarato che Fca potrebbe potenzialmente vedere un rischio per la produzione in uno stabilimento europeo entro la fine di febbraio o all'inizio di marzo. Fca non ha identificato quale impianto potrebbe essere interessato da questo problema causato dallo scoppio dell'epidemia di coronavirus in Cina, ma l'allerta è massima anche nel nostro territorio.

Componenti cinesi riguardano difatti anche i modelli Alfa Romeo prodotti nello stabilimento di Piedimonte. Manley ha spiegato al Financial Times che il coronavirus ha colpito quattro fornitori del gruppo e per questo potrebbe essere a rischio l'approvvigionamento di uno stabilimento Fca in Europa. «Abbiamo identificato il problema. Ci vorranno tra le due e le quattro settimane per capire se la fornitura per uno dei nostri stabilimenti in Europa sarà interrotta», ha detto.

Per seguire la questione Fca ha creato un team che dovrà monitorare qualsiasi potenziale impatto del coronavirus sulla produzione e verificare anche se ci siano fonti alternative per i componenti per i quali si registrano difficoltà. Un disagio non da poco che va ad inserirsi, ove mai dovesse colpire anche lo stabilimento di "casa nostra", in una situazione che già presenta non poche criticità. Secondo fonti bene informate, lo stop di otto giorni al mese proseguirà oltre gennaio e febbraio e fino all'autunno si lavorerà dunque al 60% delle potenzialità con le buste paga decurtate dal 40% di ore di cassa integrazione.

Solo negli ultimi mesi dell'anno, con il restyling di Giulia e Stelvio e l'inizio della produzione del nuovo modello, ci potrebbe essere una svolta. Oreste Della Posta del Pci fa da eco al grido d'allarme lanciato dai sindacati e dice: «La produzione della Giulietta, che si attesta attualmente a 70 unità, scenderà a quota 40 e i nuovi modelli annunciati per il sito di Piedimonte, riguardanti il segmento D della Maserati, sono previsti dal 2021 con una produzione di 100 auto al giorno e che avranno un costo di circa 70.000 euro, sicuramente destinato a un target di riferimento medio-alto. Tutto ciò - mette in guardia Della Posta - crea un livello di allarme per la tenuta dello stabilimento e dell'indotto».