Una passione sfrenata per le auto d'epoca. Che lo ha portato in tribunale. G.A, maitre di 78 anni, di Amaseno è stato denunciato da un altro collezionista d'auto, un ottantenne di Brindisi per truffa. Tutto nasce dall'acquisto, fatto in Inghilterra, dal maitre di una Bentley di 70 anni. Un'auto da risistemare per tornare a circolare. Fatto sta che G.A. fa un annuncio sul web e riceve una proposta da Brindisi. Il potenziale acquirente arriva in Ciociaria con un meccanico di fiducia e tratta sul prezzo. Alla fine i due collezionisti si accordano per una cifra tra i 45 e i 50.000 euro.

Il venditore, però, fa inserire nel contratto una clausola che sarà decisiva in sede penale: ovvero che la vettura viene vista, provata (da fermo) e gradita. Alla fine il pugliese ritorna ad Amaseno con un carroattrezzi e si porta a casa l'auto storica. Dopo qualche mese, però, ci ripensa e chiede con insistenza la restituzione della somma pagata. Il maitre si rifiuta e anzi è talmente sicuro del fatto suo che invita a denunciarlo. Ne nasce un'indagine per truffa. Il caso approda davanti al giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Frosinone Ida Logoluso.

G.A., difeso dall'avvocato Nicola Ottaviani, porta il contratto, afferma che l'auto è stata visionata ed accettata nelle condizioni in cui era e che una perizia sul valore era inutile in quanto trattandosi di mezzo non circolante sarebbe stata aleatoria. Dal canto suo l'altro sostiene che il venditore con quei soldi si è comprato uno yacht che, però, come spiegato dal maitre era uno dei posti in cui lavorava. Alla fine il giudice ha prosciolto il collezionista ciociaro perché il fatto non costituisce reato.