Depuratore, il gip Di Croce accoglie le istanze delle difese e dice sì allo smaltimento non solo dei reflui urbani così come già indicato nell'ambito del sequestro preventivo ma anche di quelli industriali. Ovvero allo smaltimento da parte delle aziende dell'indotto (circa una ottantina) che potranno dunque avvalersi dell'impianto. Ma non la Reno de Medici. Il depuratore, dopo l'intervento di Nipaaf e polizia provinciale, resta sottoposto a sequestro preventivo. Ma, così come richiesto dagli avvocati Sandro Salera e Domenico Marzi, è stata concessa la facoltà d'uso del depuratore alle altre aziende, cartiera esclusa.

A sostanziare l'istanza di sequestro preventivo del dottor De Franco, una serie di elementi: primo fra tutti, la percentuale elevata di sostanze inquinanti e tossiche (anche di zinco) rilevate nella acque di rio Pioppeto, oltre a una serie di esposti e di continue segnalazioni da parte dei residenti per odori nauseabondi. Sono questi i binari su cui si sono mossi gli uomini del maggiore Masi e quelli del dottor Vona. La cartiera, intanto, già giovedì aveva avanzato una richiesta di cassa integrazione per i 165 dipendenti. Ieri riunione con le rsu dalle 13 alle 15: un'assemblea molto partecipata in cui i lavoratori insieme al sindacato hanno analizzato la situazione.

Intanto, cercando di tutelare i posti di lavoro e allo stesso tempo l'ambiente, è stato convocato con la massima urgenza dal sindaco Salera un tavolo tecnico per mercoledì. E la lettera, tra gli altri, è stata indirizzata anche al presidente Zingaretti. Anche Pasquale Legnante (segretario Fistel Cisl), che continua a esprimere grande preoccupazione per la salvaguardia dei posti di lavoro, è intenzionato a chiedere un tavolo in prefettura.

A scendere in campo, inoltre, il gruppo consiliare di Forza Italia regionale e provinciale: «Pensare di perdere la Cartiera Reno de Medici, significa perdere un patrimonio inestimabile di lavoro e professionalità in una Ciociaria oltremodo penalizzata». Per questo, nella nota a firma di Quadrini e Ferdinandi, è stato chiesto un altro tavolo per trovare soluzioni concrete.