Era l'unico ancora in carcere dei tre condannati in primo grado per l'omicidio di Emanuele Morganti. E in carcere per ora resterà. L'ha deciso la Cassazione: respinto il ricorso di Mario Castagnacci. Dopo le condanne a 16 anni per omicidio preterintenzionale, come stabilito a luglio dalla Corte d'assise di Frosinone, due dei tre coimputati hanno lasciato il carcere per gli arresti domiciliari. Il primo è stato Paolo Palmisani, difeso dagli avvocati Massimiliano Carbone e Angelo Bucci che assistono anche Castagnacci, quindi successivamente ha ottenuto di lasciare il carcere sempre per gli arresti domiciliari Michel Fortuna, assistito dagli avvocati Bruno Giosuè Naso e Christian Alviani.

La Corte, però, ha rigettato l'analoga richiesta per Mario Castagnacci. I suoi legali hanno impugnato il provvedimento al tribunale del Riesame che però ha confermato la decisione. Da qui il ricorso in Cassazione. Ma anche la Cassazione ha respinto la richiesta, mantenendo per Mario Castagnacci il carcere. È stata la stessa Corte d'assise di Frosinone a evidenziare, nelle motivazioni delle condanne di primo grado, nel giustificare il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche (per tutti e tre) che «per il Castagnacci ha, ulteriormente, pesato l'esistenza e l'entità dei precedenti da cui risulta gravato, seppur essi non siano stati considerati a titolo di recidiva».

E sono stati proprio questi elementi a spingere prima l'Assise, poi il Riesame e ora la Cassazione a non modificare il suo status. Lo stesso Castagnacci è stato arrestato a Roma il giorno precedente l'aggressione di Emanuele e rimesso in libertà dopo l'udienza di convalida. In quel caso alla base dell'arresto c'era un procedimento per droga peril quale, sempre in primo grado, è stato condannato e ora pende l'appello. Appello al quale si stanno preparando anche le parti del processo per l'omicidio Morganti. Tutti gli interessati, accusa, difesa e parte civile, ognuno a suo modo, stanno definendo i dettagli dei ricorsi.