Furto di rame dall'hotel Bracaglia, in manette tre frusinati. Il trio è stato bloccato, lunedì sera, alla Maddalena, tra Tecchiena e Alatri, dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Alatri. Ieri, al termine dell'udienza di convalida il giudice ha rimesso in libertà Emiliano Corridori, 36 anni, Cristian Mingarelli, 31, e Giuseppe Mingarelli, 59. Per quest'ultimo, però, ha disposto l'obbligo di firma e avviato la revoca del reddito di cittadinanza nonché la trasmissione degli atti al pm per false dichiarazioni al giudice.

L'intervento è scattato in località Maddalena quando una pattuglia del Nucleo radiomobile di Alatri si è imbattuta nella vettura condotta da Corridori. I militari dell'Arma si insospettivano per il fatto che, alla loro vista, i tre acceleravano la marcia quasi a voler eludere l'intervento della pattuglia. Il tentativo non riusciva in quanto i carabinieri fermavano il veicolo e, visto il nervosismo degli occupanti, decidevano di effettuare una perquisizione. All'interno del cofano del mezzo saltavano fuori circa 150 chili di cavi elettrici in rame che da accertamenti risultavano rubati poco prima dall'albergo Bracaglia in via Maria, a Frosinone. La refurtiva recuperata veniva restituita al legittimo proprietario.

In attesa dell'udienza di convalida Corridori e Cristian Mingarelli sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre Giuseppe Mingarelli (nessuna parentela con il secondo) era trattenuto nella camera di sicurezza della compagnia di Alatri. Comparsi davanti al giudice Francesca Proietti del tribunale di Frosinone, i primi due, difesi dagli avvocato Antonio Ceccani e Angelo Retrosi, hanno riferito di esser stati contattati dall'altro per un lavoro e che il rame era stato in parte strappato dai corrugati e in parte prelevato da dei mucchietti dove era già ammassato. Nel corso dell'udienza è emerso che Giuseppe Mingarelli ha il reddito di cittadinanza, motivo per cui il giudice ne ha proposto la revoca.