Donatella Di Bona è arrivata dall'ingresso posteriore del tribunale ed è in attesa dell'udienza. Dentro all'aula Gup si stanno svolgendo le altre cause mentre si attende che Donatella salga. E che entri nell'aula dove c'è il giudice Di Croce.

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Fuori dall'aula nonna Rocca e il figlio Luciano, assistiti dall'avvocato Alberto Scerbo. L'attesa è febbrile. L'udienza preliminare a carico di mamma Donatella, accusata di aver ucciso il piccolo Gabriel, potrebbe iniziare in qualsiasi momento. Stessa accusa per papà Nicola, che invece ha scelto il rito ordinario. E che sarà in aula il prossimo 20 marzo. 

Omicidio di Gabriel, in aula davanti al giudice per le udienze preliminari questa mattina ci sarà mamma Donatella che, scegliendo un abbreviato condizionato ha optato per un rito differente dal padre della piccola vittima, Nicola Feroleto.

Dando così vita a due processi differenti: il padre, infatti, varcherà l'ingresso del palazzo di giustizia il prossimo 20 marzo. Cuore della richiesta dell'abbreviato per Donatella, invece, la perizia psichiatrica che servirà a stabilire se la donna sia capace di intendere e di volere.

Se dovesse essere rigettata l'istanza presentata dalla difesa - rappresentata dagli avvocati Prospero e Cucchi - si potrebbe procedere con una richiesta di un abbreviato secco, che consentirebbe di poter accedere comunque ai benefici di legge. Nicola, assistito dall'avvocato Luigi D'Anna con la criminologa Roberta Bruzzone, ha voluto intraprendere la strada del rito ordinario che porterà a un processo davanti alla Corte d'assise di Cassino, esattamente quarantaquattro giorni dopo l'apertura del processo a carico di Donatella.

Entrambi, padre e madre di Gabriel, sono accusati di omicidio volontario aggravato: secondo la Procura sono stati proprio loro a soffocare il piccolo morto a poco più di due anni perché piangeva, in un campo in zona Volla, a pochi passi da casa.

di: Carmela Di Domenico