Gli era stato staccato il contatore per morosità, ma ne aveva comprato un altro e si era riallacciato autonomamente. È l'accusa a cui deve rispondere un sessantatreenne di Ferentino. Il tribunale di Frosinone lo ha condannato a sei mesi di reclusione, 154 euro di multa e al pagamento delle spese processuali per 2.140 euro. L'uomo deve rispondere di furto d'acqua, aggravato dalla violazione dei sigilli apposti dal gestore per il riallaccio dei tubi. I fatti contestati risalgono al 2015.

Stando alle accuse, il sessantatreenne aveva deciso di contestare le bollette dell'acqua e non pagarle, ignorando poi le diffide del gestore Acea Ato 5 ed incorrendo, infine, nel distacco della fornitura a cui avevano poi posto rimedio installandosi da soli un nuovo contatore. L'installazione del nuovo contatore era stata anche comunicata ad Acea Ato 5 e per impedire l'accesso dei tecnici del gestore al nuovo misuratore era stato anche apposto un lucchetto, seguendo le indicazioni date dagli attivisti di alcuni comitati.

Il giudice ha ritenuto che tali comportamenti (attivazione di una fornitura abusiva rimuovendo i sigilli a seguito di distacco) potessero integrare il reato di furto aggravato, e ha ritenuto anche irrilevante il fatto che il riallaccio potesse essere stato svolto da soggetti diversi dall'utente medesimo, poiché incorre nel reato anche chi materialmente beneficia della fornitura abusiva, acconsentendo alla stessa anche se tacitamente.

Una sentenza simile è stata emessa nei giorni scorsi anche per una donna di Fiuggi. Anche per lei le stesse accuse e la stessa condanna a sei mesi di reclusione, 154 euro di multa e pagamento delle spese processuali per 2.140 euro.