Novità sul presunto caso di coronavirus che aveva allarmato la Ciociaria ieri. Una ragazza cinese, poco più che ventenne, studentessa dell'Accademia delle Belle Arti del capoluogo, aveva accusato i sintomi tipici della malattia proprio al ritorno da un viaggio in Cina. Subito sono scattate le misure cautelative e la giovane è stata trasferita d'urgenza allo Spallanzani di Roma per i dovuti controlli (PER I CASI SOSPETTI IN CIOCIARIA LEGGI QUI). In via precauzionale è stato anche chiuso l'istituto dove studiava. Appena giunta, fortunatamente, la notizia dei risultati degli accertamenti che risultano negativi. Tuttavia, la ragazza sarà ancora trattenuta per nuovi test generici. Di seguito, la nota dell'Assessorato alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio dopo la comunicazione della Direzione sanitaria dell'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

"La donna di nazionalità cinese residente a Frosinone che è stata portata il 31 gennaio presso l'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani è negativa al test per il nuovo coronavirus. Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare lo stato complessivo della salute".

Il Coronavirus spaventa anche la Ciociaria. Ieri l'allarme per la ragazza cinese ricoverata allo Spallanzani di Roma e per il bambino ciociaro trasferito al Bambin Gesù. Ore di apprensione per conoscere i risultati dei test clinici. Il bambino è stato dimesso già ieri sera, poche ore dopo il ricovero in quanto affetto da una semplice forma di influenza, seppur con febbre molto alta. Mentre resta da capire se la giovane cinese residente in via Firenze a Frosinone sia stata dimessa oppure sia ancora nel nosocomio romano.

Questo perché nel bollettino diffuso poco fa dall'Istituto Nazionale per le Malattie infettive Lazzaro Spallanzani, non è chiaro se la studentessa faccia parte del gruppo ancora ricoverato o di quello delle persone sottoposte a test clinico e dimesse.

Ricordiamo che per precauzione ieri è stata disposta la chiusura dell'Accademia delle Belle Arti che la ragazza, poco più che ventenne, frequentava come studentessa, in attesa dei risultati dei test.

Il bollettino diffuso pochi minuti fa dall'Istituto Nazionale per le Malattie infettive Lazzaro Spallanzani

In merito ai due cittadini di nazionalità cinese provenienti dalla città di Wuhan positivi al test del nuovo coronavirus, attualmente ricoverati presso l'Istituto Nazionale per le Malattie infettive Lazzaro Spallanzani, si comunica che le loro condizioni cliniche sono in continuo monitoraggio da parte del personale della struttura sanitaria.

La donna di 65 anni pur mantenendo condizioni cliniche discrete ha presentato nella giornata odierna un episodio di nausea e vomito. L'uomo di 66 anni attualmente è in condizioni cliniche stazionarie, con un quadro di polmonite interstizio alveolare bilaterale. Presenta febbre associata a tosse e astenia. La coppia è sottoposta a continui controlli e monitoraggio da parte dei sanitari.

Riguardo al paziente di nazionalità rumena (l'operaio che ha lavorato nell'hotel Palatino dove ha soggiornato la coppia cinese risultata positiva al Coronavirus) è in buone condizioni di salute ed è risultato negativo al test per il nuovo coronavirus.

Presso l'Istituto sono ricoverati in questo momento 13 pazienti provenienti da zone della Cina interessate dall'epidemia e tutti loro sono stati sottoposti al test per la ricerca del nuovo coronavirus, tutt'ora in corso. Altri 13 pazienti sono stati isolati nel nostro Istituto e dimessi dopo il risultato negativo dei test per la ricerca del nuovo coronavirus.

Per quanto riguarda le 20 persone, che hanno avuto contatto con la coppia cinese positiva all'infezione da nuovo coronavirus, continuano ad essere osservate presso l'Istituto Spallanzani. Sono tutte in buone condizioni generali e la loro salute non desta preoccupazioni. In caso di evoluzioni del quadro clinico, verranno dati immediati aggiornamenti.

di: La Redazione

Quella di ieri è stata una lunga giornata. Due i casi sospetti che si sono registrati in provincia, uno a Frosinone e un altro a Sora, e che hanno contribuito ad alimentare la paura tra i cittadini. Anche se non sono mancate le raccomandazioni da parte delle autorità sanitarie.

La giornata
I casi sospetti riguardano una ragazza cinese di ventisei anni, studentessa dell'Accademia di Belle arti di Frosinone, e un ragazzino di Sora di undici anni che sono stati ricoverati rispettivamente allo "Spallanzani" e al "Bambino Gesù" per gli accertamenti sul loro stato febbrile. Due storie molto diverse ma che hanno avuto un unico filo conduttore. La mattinata si è aperta con la vicenda della studentessa cinese. La ragazza si era recata in Cina nelle ultime settimane e, tornata in Italia, ha contratto una forte febbre. Per questo le persone a lei vicine hanno deciso di chiamare il 118.

Il personale medico ieri mattina ha prelevato la ragazza dalla sua abitazione in via Firenze e l'hanno trasportata all'ospedale Spallanzani di Roma, dove è stata ricoverata ed è tuttora tenuta sotto osservazione al fine di stabilire se si tratti effettivamente di un caso di contagio da Coronavirus che sta spaventando il mondo. La notizia ha inevitabilmente causato psicosi all'interno dell'Accademia tanto che il direttore Loredana Rea ha deciso di sospendere le lezioni per ieri pomeriggio in via precauzionale. Anche se va chiarito che la ragazza tornata dalla Cina, visto lo stato febbrile, non si è mai recata nei locali dell'istituto.
Tuttavia, neanche questo ha contribuito a placare l'allarme tra gli studenti, anche in considerazione del fatto che altri ragazzi cinesi avrebbero frequentato la casa della giovane nel periodo successivo al suo ritorno, recandosi poi in Accademia per le lezioni.

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Nel pomeriggio, poi, la seconda notizia di un caso sospetto che questa volta ha riguardato un ragazzino di undici anni. Ad accompagnarlo al pronto soccorso dell'ospedale "Santissima Trinità" di Sora sono stati i suoi genitori: il piccolo aveva la febbre, in questo periodo un fatto normale, ma ad alimentare qualche dubbio è stato il fatto che il piccolo da pochi giorni era tornato da un viaggio in Nuova Zelanda durante il quale era venuto a contatto con alcuni cinesi provenienti dal loro Paese d'origine.

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Un doppia circostanza che ha fatto scattare il protocollo sanitario. Per lui si è deciso però il trasferimento all'ospedale pediatrico "Bambino Gesù" di Roma. Saranno i test clinici a chiarire le cause della febbre. Di certo, comunque, le due vicende non hanno fatto altro che alimentare paure, apprensioni e in qualche caso una psicosi ingiustificata. Oggi, dopo i risultati delle analisi, si dovrebbe avere un quadro più chiaro.

di: La Redazione