Quella di ieri è stata una lunga giornata. Due i casi sospetti che si sono registrati in provincia, uno a Frosinone e un altro a Sora, e che hanno contribuito ad alimentare la paura tra i cittadini. Anche se non sono mancate le raccomandazioni da parte delle autorità sanitarie.

La giornata
I casi sospetti riguardano una ragazza cinese di ventisei anni, studentessa dell'Accademia di Belle arti di Frosinone, e un ragazzino di Sora di undici anni che sono stati ricoverati rispettivamente allo "Spallanzani" e al "Bambino Gesù" per gli accertamenti sul loro stato febbrile. Due storie molto diverse ma che hanno avuto un unico filo conduttore. La mattinata si è aperta con la vicenda della studentessa cinese. La ragazza si era recata in Cina nelle ultime settimane e, tornata in Italia, ha contratto una forte febbre. Per questo le persone a lei vicine hanno deciso di chiamare il 118.

Il personale medico ieri mattina ha prelevato la ragazza dalla sua abitazione in via Firenze e l'hanno trasportata all'ospedale Spallanzani di Roma, dove è stata ricoverata ed è tuttora tenuta sotto osservazione al fine di stabilire se si tratti effettivamente di un caso di contagio da Coronavirus che sta spaventando il mondo. La notizia ha inevitabilmente causato psicosi all'interno dell'Accademia tanto che il direttore Loredana Rea ha deciso di sospendere le lezioni per ieri pomeriggio in via precauzionale. Anche se va chiarito che la ragazza tornata dalla Cina, visto lo stato febbrile, non si è mai recata nei locali dell'istituto.
Tuttavia, neanche questo ha contribuito a placare l'allarme tra gli studenti, anche in considerazione del fatto che altri ragazzi cinesi avrebbero frequentato la casa della giovane nel periodo successivo al suo ritorno, recandosi poi in Accademia per le lezioni.

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Nel pomeriggio, poi, la seconda notizia di un caso sospetto che questa volta ha riguardato un ragazzino di undici anni. Ad accompagnarlo al pronto soccorso dell'ospedale "Santissima Trinità" di Sora sono stati i suoi genitori: il piccolo aveva la febbre, in questo periodo un fatto normale, ma ad alimentare qualche dubbio è stato il fatto che il piccolo da pochi giorni era tornato da un viaggio in Nuova Zelanda durante il quale era venuto a contatto con alcuni cinesi provenienti dal loro Paese d'origine.

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Un doppia circostanza che ha fatto scattare il protocollo sanitario. Per lui si è deciso però il trasferimento all'ospedale pediatrico "Bambino Gesù" di Roma. Saranno i test clinici a chiarire le cause della febbre. Di certo, comunque, le due vicende non hanno fatto altro che alimentare paure, apprensioni e in qualche caso una psicosi ingiustificata. Oggi, dopo i risultati delle analisi, si dovrebbe avere un quadro più chiaro.