Processo per il project financing di Ferentino, condannati a cinque anni e tre mesi Luciano Rosa, Emiliano Solazzo e Gennaro Rizzo, Ugo Di Giovanni invece dovrà scontare sei anni e quattro mesi per precedenti accumulati in passato. È caduta l'aggravante del metodo mafioso. All'ex consigliere comunale di Ferentino, Pio Riggi, il gup ha rigettato l'ipotesi di pena patteggiata. Il 4 febbraio, invece, si terrà l'udienza davanti al tribunale per quanto riguarda l'ex assessore Luca Bacchi che ha scelto il rito ordinario.

L'inchiesta
L'inchiesta ha portato il 7 marzo scorso agli arresti di Pio Riggi, del cugino Luciano Rosa e dei tre napoletani Ugo Di Giovanni, Emiliano Sollazzo e Gennaro Rizzo. Mentre il 17 aprile è stato arrestato dell'ex assessore Luca Bacchi, finito ai domiciliari. Nel frattempo, Riggi si era dimesso dal consiglio e aveva ottenuto i domiciliari a Vasto e, a settembre, la liberazione. I primi cinque, stando alle accuse, avevano avviato una vera e propria pressione estorsiva in danno dell'imprenditore di Tivoli, appunto Scarsella, che si era aggiudicato un appalto di circa 6 milioni di euro, utile alla costruzione ed alla gestione di loculi presso il cimitero del comune di Ferentino.

Gli sviluppi
Arrivate, quindi, le prime condanne per l'inchiesta del project financing: Rosa, Rizzo e Sollazzo condannati a cinque anni e tre mesi, mentre sei anni e quattro mesi inflitti a Di Giovanni. Invece, per la posizione dell'ex consigliere Pio Riggi, difeso dall'avvocato Giampiero Vellucci, il respingimento della condanna patteggiata. Il 4 febbraio l'udienza davanti al tribunale quanto riguarda l'ex assessore Luca Bacchi che ha scelto il rito ordinario. Bacchi è difeso dagli avvocati Vincenzo Galassi e Pierluigi Dell'Anno.