Un mese secco, con massime molto alte, minime rigide e una scarsa ventilazione. Il che ha contribuito anche a favorire elevate concentrazioni di polveri sottili. Rischia di essere ricordato a lungo gennaio 2020. Da tredici anni a questa parte mai era piovuto così poco.

Al momento, dai dati dell'ufficio meteo del Comune di Frosinone, sono caduti dall'inizio dell'anno 26 millimetri.Un dato decisamente sotto media, considerato che il minimo da tredici anni a questa parte, è stato di 35 millimetri nel 2012, l'anno della grande nevicata che, però, si verificò a febbraio. All'opposto il record assoluto è del 2014 con 300 millimetri di pioggia. Dal 2008 a oggi l'andamento è stato oscillante nel senso che a un anno poco piovoso ne è seguito un altro decisamente più bagnato, tranne il biennio 2013-2014 con 193 e 300 millimetri caduti. Nel 2008 ci sono stati 88 millimetri, l'anno dopo 181, quindi 163 e 80. Quindi, il minimo storico di 35, seguito pi dai due anni più piovosi. E ancora 114 sono i millimetri d'acqua caduti nel 2015, quattordici in più dell'anno successivo. Nuova discesa poi tra il 2017 e il 2018 con 72 e 55 e leggera risalita nel 2019 con 87. In media, a gennaio, su Frosinone zona collinare urbana cadono sui 115 millimetri.

Ma quest'anno, allargando lo sguardo ai monti circostanti, si caratterizza anche per la scarsità di precipitazioni nevosi. Attualmente un po' di neve c'è, ma non sufficiente per far partire gli impianti sciistici. Di solito comunque il mese più nevoso è febbraio, per cui non è infrequente avere poca neve, ma non certo a questi livelli. Per ritrovare una situazione analoga bisogna andare indietro nel tempo alle invernate 1989-90 e 1990-91. Anche allora si ebbe una stagione piuttosto secca.

Tornando a gennaio di quest'anno emergono altri due particolari. Le massime sono più alte del normale (12,5), ma la temperatura è in media (7,1), anzi anche leggermente più bassa del solito (-0,3) in quanto compensata da minimi più rigide (3,1). Complice il clima sereno, infatti, si è allargata la forbice dei due estremi che, in caso di pioggia sarebbe stata meno aperta.Lo scorso gennaio, infatti, era stato decisamente più rigido (-2,5) con una media di 4,9 tra la massima di 8,6 e la minima di 4,9.
A favorire l'accumulo di polveri sottili anche la scarsa ventilazione con una media di 2,4 che pure non si differenzia troppo da quella degli ultimi anni che ha oscillato tra i 2,1 dello scorso anno al 2,7 del 2016. La direzione del vento resta per lo più da Est-Nord-Est che non garantisce il rimescolamento dell'aria.