Un mese di dicembre 2019 e gennaio 2020 che non si ricordavano da anni. Anche se non è purtroppo una novità. Il cambiamento climatico sta diventando una drammatica realtà.

A soffrire, non solo il territorio per l'assenza di pioggia e l'aumento delle polveri sottili, ma è anche il settore turistico della neve. Basta volgere gli sguardi verso la Stazione invernale di Campo Catino (Guarcino) o Campo Staffi (Filettino) per registrare un'assenza di neve veramente preoccupante.

Una stagione sciistica che resta al palo viste le alte temperature e con le sporadiche spruzzatine di neve che si registrano di tanto in tanto, insufficienti per aprire gli impianti. Di positivo c'è che le due Stazioni sciistiche hanno almeno i gestori che attendono la neve.
Se e quando arriverà. Ma è l'ultimo periodo a evidenziare come il clima stia cambiando. Si pensi che a Campo Catino nel decennio 2010-2020 a Natale si è sciato solo nel 2012/2013. Poi niente.

Senza dimenticare i continui allagamenti in questi ultimi inverni a Campo Catino, aspetto raro nel periodo freddo. A differenza di 20/25 anni fa quando la stagione sciistica si apriva nelle due località addirittura spesso l'8 dicembre. Qualcosa sta cambiando e le conseguenze poi saranno anche per i rifornimenti idrici.

Perché è la neve ad essere fondamentale per ridare slancio alle riserve sotterranee. Insomma, un quadro non entusiasmante anche se spesso febbraio e marzo regalano periodi di vero inverno. Ma quello che allarma è che questi periodi sono sempre più ridotti e poi di nuovo tornano le alte temperature. Il cambiamento climatico è già in atto e non sta risparmiando nessuno. Pianure e montagne.