Il ricordo di Fernando Capua, per il XVII anniversario del rientro in patria delle sue spoglie, nella commovente cerimonia organizzata dall'associazione locale dei Bersaglieri di domenica scorsa. Si è rinnovata come ogni anno la memoria del giovane amasenese caduto nella Campagna di Russia grazie all'impegno dell'associazione, con la partecipazione delle istituzioni e una solenne messa nella collegiata di Santa Maria Assunta, officiata dal parroco don Italo Cardarilli.

Era nato ad Amaseno il 9 dicembre 1922, come riporta il portale dedicato alla storia e cultura del paese "Amasenoonline.com", ed è morto, combattendo da Bersagliere, in Russia sulle rive del Don, il 6 dicembre 1942.

I suoi resti mortali, contenuti in un'urna, sono giunti ad Amaseno il 25 Gennaio 2003 alle 10.30, trasportati su una jeep della Unione italiana reduci di Russia, proveniente dalla sede del Lazio di Aprilia. Una delegazione guidata da Emanuele Carissimi faceva da scorta alla piccola bara. Un picchetto armato, della Aeronautica Militare, proveniente da Frosinone, ha fatto gli onori di casa. Tanti erano i Bersaglieri presenti.

Quelli di Ceccano erano guidati dal loro Presidente capitano Luigi Micheli. Erano presenti anche molti ex Bersaglieri e coetanei di Amaseno, oltre s'intende, a molti suoi amici: Alberico Marchetti, Eliseo Capua, Fortunato Giuliani, Antonio Boccia e altri ex combattenti. Come diciassette anni fa, anche stavolta è stato accorato ed emozionante il ricordo del suo sacrificio testimoniato dalla sezione dell'Associazione Nazionale Bersaglieri: un rito utile e necessario per rendere partecipi anche le nuove generazioni della storia del paese e dei suoi abitanti che hanno lasciato i loro cari e trovato la morte in un terribile conflitto, a mo' di monito e memoria.