Scatta l'allarme dipendenza da videogiochi. A mettere in luce il fenomeno è stato il direttore della comunità Exodus Luigi Maccaro che ieri mattina in aula Di Biasio ha presentato il progetto "Selfie", l'indagine nazionale di Exodus sulla condizione giovanile.

«È molto importante ha spiegato Luigi Maccaro che tutte le scuole della città partecipino a questo progetto di ricerca per poter attuare una seria progettazione educativa.
Le scuole non devono far altro che mettere a disposizione un pc e una sala informatica, poi sarà la comunità Exodus ad elaborare i dati. Per conoscere gli adolescenti abbiamo bisogno dio conoscere non i ragazzi in generale, ma i ragazzi della nostra città. Nelle scuole che vorranno aderire a questa indagine verranno poi attuati progetti di prevenzione che saranno appunto riservati solo agli istituti scolastici che partecipano a "Selfie". Bisogna andare oltre il grido d'allarme per le bottiglie disseminate in piazza Labriola» spiega il responsabile della comunità Exodus.

In sala Di Biasio, insieme a Maccaro, presenti all'evento il responsabile nazionale di Exodus Franco Taverna, Marisa Del Maestro e Luigi Pietroluongo. Proprio il sociologo ha puntato i riflettori su quanto si stia diffondendo la dipendenza da videogiochi tra gli adolescenti, per questo "Selfie" è indispensabile: occorre fare una fotografia agli adolescenti della città.

Luigi Maccaro: «Da diverse settimane siamo presi d'assalto da parte dei genitori che ci chiedono aiuto per i figli che non riescono a staccarsi dai videogiochi. Quando si arriva a distruggere casa perchè un genitore toglie la play station non si può non parlare di dipendenza. Noi in comunità già seguiamo 24 ragazzi tra i 12 e i 17 anni a febbraio partiremo con l'Unicas della famiglia coinvolgendo anche i genitori. È tempo di fare prevenzione».