Sei anni anche in appello per violenza sessuale sulla moglie e sulla figlia dodicenne. Sono le accuse per le quali un muratore albanese di 52 anni, residente a Ferentino, è stato condannato a sei anni con il rito abbreviato. La sentenza, del gennaio 2019, del tribunale di Frosinone ieri è stata confermata in appello.

L'uomo era accusato in un primo momento della violenza alla moglie, ma dalle indagini era emerso dell'altro. Accusa poi confermata nell'incidente probatorio al quale la ragazza era stata sottoposta. L'albanese è imputato, in due distinti episodi, nel maggio del 2018, anche in presenza dei figli minori, di aver colpito violentemente e ripetutamente la moglie con schiaffi al rifiuto di lei di subire un atto sessuale. Atto al quale sarebbe stata poi costretta, secondo quanto ricostruito dalle indagini.

La seconda aggressione con schiaffi sarebbe conseguenza del rifiuto della donna di comprargli il vino. L'imputato doveva difendersi di una serie di episodi, tra il 2013 e il 2014, nei confronti della figlia,all'epoca dodicenne. In un paio di circostanze quando la ragazzina aveva dormito nel letto accanto al padre, questi l'avrebbe palpeggiata e toccata nelle parti intime. A difendere le parti offese, costituitesi parte civile l'avvocato Mario Cellitti.