Tra gli atti vandalici che più creano fastidio e disappunto ci sono quelli che hanno come obiettivo le scuole, considerate da tutti un luogo sacro e inviolabile perché simbolo di crescita culturale e sociale delle future generazioni. Se poi a questo si aggiunge il fatto che i vandali che hanno fatto irruzione nella nuova sede dell'istituto alberghiero, oltre a tentare di incendiare una porta e rubare delle attrezzature, hanno lasciato come firma una svastica disegnata sulla lavagna, a poche dalla "Giornata della Memoria", allora è legittimo che si possa parlare di rabbia e amarezza. Come quella che è stata espressa ieri mattina all'apertura dell'istituto da tutti, indistintamente.

Un raid avvenuto in piena notte. I teppisti non solo hanno danneggiato alcuni arredi ma si sono impadroniti anche di diverse attrezzature. Fortunatamente non hanno toccato i computer. L'atto però che ha mandato su tutte le furie è stata la scoperta della svastica disegnata su una lavagna. Sul posto i carabinieri della locale stazione che, agli ordini del comandante Belloni, hanno avviato le prime indagini.

Le reazioni di Campoli e Alfieri
La prima ad arrivare sul posto perché subito avvisata è stata l'assessore alla pubblica istruzione Eleonora Campoli. «All'indomani del "Giorno della Memoria" una svastica corredata da un coltello piantato a terra è apparsa in una delle aule dell'alberghiero di Paliano. Sono state rubate le attrezzature, tagliati i fili e dismessi gli elettrodomestici del laboratorio di cucina.
E infine hanno tentato di incendiare una porta e disegnato quel disegno "orribile", simbolo del regime nazista, autore di una delle peggiori pagine della storia umana.
Sono sconvolta e incredula».

Dura la presa di posizione del sindaco Domenico Alfieri. «Ciò che è accaduto nella sede dell'istituto alberghiero è semplicemente ignobile –afferma –La svastica è il simbolo di un passato doloroso che è stato combattuto e vinto e per il quale non c'è più spazio nel nostro presente. Dietro questo gesto c'è solo una grande ignoranza e vigliaccheria, a cui noi rispondiamo con lo studio, la cultura, il dialogo e la difesa delle conquiste della democrazia».
«Invito – conclude – l'autore o gli autori a studiare, a perdersi nei libri e a trovare la verità, che è una sola: bisogna avere memoria di ciò che è accaduto, affinché le tragedie passate non accadano mai più. Condanniamo questi mascalzoni che si sono resi responsabili di un atto vile e spregevole e affermiamo con forza che Paliano è storicamente ben altro: antifascista e antirazzista».