Usa toni pessimistici l'Associazione Italiana Energie Agroforestali in rapporto all'inquinamento e alla qualità dell'aria. «Il nuovo anno è cominciato male afferma il sodalizio con livelli di emergenza in tutta Italia. E' una guerra, come l'ha definita il ministro Costa, che fa 80.000 vittime l'anno». In proposito, l'Aiea cita la presidente di Legambiente Lombardia, Barbara Meggetto, che ha chiesto «misure drastiche: meno auto, meno traffico, più riscaldamento che non inquina». Traffico e riscaldamento, infatti, sono da tempo sul banco degli imputati.

«Ma se sul problema del traffico i cittadini hanno le idee chiare spiega l'associazione sul fronte del riscaldamento c'è ancora molta confusione e, soprattutto, scarsa informazione. In particolare, sulla seconda fonte di riscaldamento delle famiglie italiane, oltre il 21% del totale: le biomasse legnose, ovvero legna e pellet». Biomasse inserite fra le cause principali dell'inquinamento. «La verità spiega Francesco Ferrante, vicepresidente del Kyoto Club è che a inquinare non sono le biomasse legnose, ma l'uso di apparecchi vecchi e inquinanti, da sostituire con quelli di nuova generazione che abbattono le emissioni fino all'80%».

Le statistiche dicono che quasi il 60% delle stufe a legna o pellet ha oltre dieci anni. «Nell'ultimo decennio spiega Berton, coordinatore dell'Aiea la tecnologia ha fatto passi da gigante. Al punto che quando per l'emergenza smog vengono messi limiti ai riscaldamenti, questi non riguardano gli impianti di nuova generazione». Quindi, è necessario rottamare le vecchie stufe. Per favorire questa sostituzione esiste il Conto Termico, che rimborsa ai cittadini fino al 65% delle spese, anche se nel 2019 soltanto il 32% dei fondi disponibili è stato utilizzato dai privati. Perfino la Pa ha lasciato nel cassetto il 70% degli incentivi