Chiede di avere una condanna cancellata o di essere rimesso in termini per l'appello. Incidente di esecuzione ieri in tribunale per Mario Castagnacci. Uno dei tre condannati in primo grado a sedici anni e, peraltro, l'unico tuttora ancora detenuto in carcere, per l'omicidio di Emanuele Morganti contesta, infatti, una recente condanna per resistenza a pubblico ufficiale.

Ieri davanti al giudice monocratico Aurora Gallo del tribunale di Frosinone l'avvocato Massimiliano Carbone che, insieme all'avvocato Angelo Bucci, difende Castagnacci ha formalizzato l'istanza. In pratica, prima dell'arresto per l'omicidio di Emanuele, Castagancci si doveva difendere dall'accusa di resistenza e aveva nominato un avvocato. Questi, però, ha rinunciato al mandato. Nel frattempo, Castagnacci era stato arrestato e l'udienza per la resistenza era saltata per uno sciopero degli avvocati.

Fatto sta che, la nuova udienza e anche la rinuncia dell'avvocato a Castagnacci non è mai stata notificata sostiene ora la difesa. Ragion per cui la condanna subita davanti al tribunale di Frosinone, peraltro non impugnata e divenuta definitiva, viene ora fortemente contestata. L'avvocato Carbone ha chiesto l'annullamento della sentenza per violazione del diritto di difesa, o in alternativa di essere rimesso in termini per proporre appello. Il giudice si è riservato.

Nel frattempo un altro ricorso pende davanti alla Corte di Cassazione che, a febbraio, sarà chiamata a decidere sulla richiesta di modifica della misura di Castagnacci. Prima Paolo Palmisani e poi Michel Fortuna hanno ottenuto gli arresti domiciliari, cosa che a Mario è stata negata sulla base di precedenti. Da qui il ricorso prima al Riesame che ha confermato il no ai domiciliari deciso dalla Corte d'assise e ora in Cassazione.