Ventiquattro su venticinque. Continua l'inizio d'anno nero smog per la centralina di Frosinone Scalo. I dati dell'Arpa confermano l'impressione emersa nella giornata di sabato: nemmeno la pioggia è servita a riportare i livelli di polveri sottili nei limiti.

E così nei primi venticinque giorni dell'anno in via Puccini le concentrazioni di polveri sottili sono risultate fuori norma in ventiquattro occasioni. Peggio di così era successo una volta sola da quando l'Arpa monitora i livelli di polveri sottili, nel 2006, l'anno peggiore in assoluto dato che si concluse con 140 sforamenti, livello mai raggiunto negli ultimi quindici anni.

Se non altro il gennaio del 2006 si chiuse con una media di 143 microgrammi per metro cubo, mentre finora siamo a 110, comunque più del doppio oltre il limite consentito giornaliero (50 microgrammi per metro cubo, mentre nell'anno non si deve superare la media di 40). La media di questo inizio 2020 di Frosinone è comunque superata da Ceccano, che è a 119, mentre Cassino è a ruota con 105. A viale Mazzini, la concentrazione è praticamente la metà, a 52.

Che l'anno non sia cominciato nel migliore dei modi dal punto di vista dell'inquinamento, amplificato anche dalle particolari condizioni climatiche, è stato certificato dal consueto rapporto di Legambiente Mal'aria. Legambiente non solo ha stabilito il primato (con Milano) di Frosinone per le prime tre settimane dell'anno, ma ha anche rilevato che lo Scalo ha chiuso il 2019 al quarto posto in Italia per numero di sforamenti e nel decennio solo Torino ha più superamenti del capoluogo ciociaro: 1.086 contro 1.001.

E già di per sé quest'ultimo dato è drammatico, anche se va aggiunto che negli ultimi anni si è assistito a una riduzione delle giornate di sforamento e delle medie di concentrazione. Ragion per cui questo scorcio di 2020 rappresenta un'inversione di tendenza rispetto al recente passato.