Un inizio d'anno così negativo per le polveri sottili in pochi se lo ricordavano. Solo nel 2006, quando a Frosinone Scalo le giornate di superamento dei limiti per le polveri sottili furono addirittura 140, in tutti e 24 i primi giorni dell'an no la concentrazione di pm10 nell'aria era stata fuori legge. I 23 sforamenti su 24 di quest'anno sono dunque il secondo dato peggiore da quando l'Arpa monitora la qualità dell'aria. Lo stesso discorso può farsi anche per Cassino, i cui 20 sforamenti sono il dato peggiore com'era stato già nel 2012, e per Ceccano che, con 23 sforamenti, modifica in negativo il precedente primato di 22 nel 2015. Intanto dopo giorni di discussione sull'inquinamento sull'agomento finalmente interviene un rappresentante del Parlamento.

Il deputato dei 5 Stelle Ilaria Fontana intende richiamare Regione e Provincia alle proprie responsabilità in materia, tenuto conto che, finora, i Comuni sono stati lasciati soli combattere con i blocchi del traffico e le limitazione all'uso dei riscaldamenti domestici e gli altri divieti correlati alle azioni di contenimento delle polveri sottili. «Anche quest'anno i dati confermano la pessima qualità dell'aria sulla città di Frosinone, situazione simile anche per alcuni dei comuni più estesi della sua provincia afferma dopo la pubblicazione del rapporto Mal'aria di Legambiente Una notizia che rattrista ma che va esaminata per la sua cronicità, in quanto da 10 anni il trend dei dati relativi alla qualità dell'aria nelle valli della Ciociaria desta la certezza che quanto fatto finora non riesce a garantire alcun risultato tangibile». Da qui il richiamo della Fontana agli altri enti: «Mi riferisco all'applicazione ed alla piena attuazione tra tutti gli enti delle norme dettate dal piano regionale per il risanamento della qualità dell'aria.

Troppo spesso le misure adottate dai Comuni risultano slegate da una reale gestione del problema, infatti il piano prevede che non siano solo i Comuni ad adottare contromisure, ma che ci sia una reale concertazione con Provincia e Regione per individuare piani di intervento a lunga durata e non di breve periodo come fatto finora. Mi riferisco al fatto che mentre la chiusura del traffico e il limitare dell'uso dei riscaldamenti possono garantire un abbassamento delle soglie in periodi di emergenza, in realtà poco si è fatto da parte degli enti locali e di secondo livello oltre alla Regione ed all'ente preposto ai controlli dell'ambiente regionale per il coordinamento e lo studio degli effetti su scala intercomunale».

Secondo Fontana «tra le possibili attività ancora ferme al palo risultano scarse le piantumazioni nelle aree di alta criticità, inoltre mancano studi e collaborazioni tra enti e università sull'elaborazione di piani a lungo periodo che possano garantire lo sviluppo di ulteriori misure di contrasto all'inquinamento nelle aree di criticità elevate. Nel Dl clima stanziamo 30 milioni di euro per la forestazione. Nel 2018 si è siglato un accordo tra Regione Lazio e ministero dell'Ambiente in cui il ministero ha contribuito con risorse sino a 4 milioni di euro per l'attuazione del protocollo».

La Fontana conclude con un invito: «Solo con l'azione coordinata da parte di tutti i soggetti coinvolti potremocontrastare fontidiverse di inquinamento ed evitare il ripetersi del problema».Tornando ai numeri dell'Arpa Lazio al 24 gennaio Frosinone Scalo negli ultimi anni oscillava tra i 15 e 19 sforamenti, peggio dei 23 di quest'anno s'era visto solo nel 2006, in viale Mazzini i 14 di quest'anno sono gli stessi del 2015, ma tra il 2006 e il 2019 eravamo tra 3 e 9. E ancora Cassino negli ultimi quattro anni è stata tra 2 e 17 e ora è a 20. Ceccano a 23 non era mai stata, al massimo 22 nel 2015 e, nel 2018, era a 11.
I 19 di Alatri sono il massimo dai 18 del 2011, primo anno di conteggio del pm10. Stessa cosa per i 18 di Ferentino che, al massimo era arrivata a 15 nel 2011 e nel 2013.

Ieri, intanto, nonostante la pioggia gli effetti di mitigazione sono stati lievi. Secondo i dati delle centraline Ancler, alla villa comunale di Frosinone sotto i 70 microgrammi per metro cubo (il valore limite è 50) si è rimasti giusto una decina di minuti. Situazione analoga a Madonna della Neve dove per gran parte della giornata si è rimasti sopra quota cento. E ancora a corso Lazio i 100 sono stati superati per diverse ore con una punta di 178 intorno alle 18.30. In via XX settembre pm10 sotto i 50 brevemente verso 6, poi intorno alle 11 e tra le 13 e le 14.