Litigavano in strada. Una coppia di frusinati ha attirato l'attenzione dei carabinieri che passavano lungo via Marittima nello stesso frangente. Ma i militari dell'Arma tutto si aspettavano di dover fare tranne che un intervento per droga. Quello che, in apparenza, poteva essere un semplice caso di violenza domestica si è trasformato in qualcosa di più grande. Nel corso della perquisizione seguita ai controlli, infatti, i carabinieri hanno sequestrato un chilo di marijuana. E così la coppia è finita agli arresti in attesa della direttissima, all'esito della quale entrambi sono tornati in libertà, lui con l'obbligo difirma, lei senza vincoli.

L'intervento del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Frosinone è stato effettuato in via Marittima nel pomeriggio di venerdì. A un certo punto l'equipaggio dell'Arma ha notato una scena strana: una donna aprire all'improvviso la portiera di un'auto e fuggire. Temendo un'aggressione, i carabinieri sono subito intervenuti, cercando di fermare la donna che, di corsa, è riuscita a rientrare in casa. A quel punto l'attenzione dei militari dell'Arma si è tutta concentrata sull'uomo che è stato controllato. I militari chiedevano spiegazioni su quanto visto, ma hanno notato che il giovane era particolarmente nervoso. Un atteggiamento che ha insospettito gli uomini del Nucleo radiomobile che hanno deciso di approfondire gli accertamenti e si sono fatti accompagnare dall'uomo in casa.

Per prima cosa volevano sincerarsi delle condizioni della ragazza. Tuttavia, una volta saliti, e visto che la donna stava bene, hanno deciso di effettuare una perquisizione. Così i carabinieri hanno trovato, nascoste nell'armadio della camera da letto, due grandi buste in cellophane contenenti marijuana per un chilogrammo di peso complessivo, un bilancino di precisione, nonché la somma di circa 700 euro. Soldi e stupefacente sono stati sottoposti a sequestro. I coniugi Serafino Coccia e Vincenza Pizzone, 29 e 25 anni, sono stati inizialmente posti agli arresti domiciliari nella loro abitazione, in attesa della direttissima. Ieri davanti al giudice Francesca Proietti, difesi dall'avvocato Marco Maietta, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Il giudice dopo aver convalidato l'arresto li ha rimessi in libertà e ha restituito i 700 euro. All'uomo ha imposto l'obbligo di firma.